
Carlalberto Cimenti detto “Cala”, alpinista e sciatore estremo piemontese (scampato alla morte nel luglio del 2019 sul Gasherbrun VII, in Pakistan, quando aveva salvato il suo compagno), è morto con un altro scialpinista vicino a Sestriere, nel Torinese.
I due erano in escursione a Cima del Bosco, una montagna che sovrasta la Valle Argentera nel comune di Sauze di Cesana, vicino al confine con la Francia, dove è caduta una valanga. L’allarme è scattato nel tardo pomeriggio, quando Cala Cimenti, veterano dell’Himalaya, e l’altro scialpinista che era con lui, Patrick Negro, entrambi di Pragelato, in valle Chisone, non sono rientrati.
Si è subito temuto il peggio per l’abbondante nevicata e per il distacco di una valanga al confine tra i comuni di Cesana e Sauze di Cesana, avvistata dal Soccorso alpino. Il segnale del suo arva è stato proprio localizzato in profondità sotto la valanga che si è staccata nella zona della Cima del Bosco e di Col Chalvet, il canalone che scende verso la Valle Argentera.
Cala aveva 45 anni ed era uno degli alpinisti professionisti più conosciuti al mondo.Nel 2019 aveva raggiunto la cima del Nanga Parbat, in Pakistan, la nona vetta più alta del mondo e venti giorni dopo aveva rischiato la vita sul Gasherbrum VII.