
Alla vigilia del cosiddetto sciopero dei forconi, contro la politica economica del governo, che partirà ufficialmente dalla Sicilia, i primi effetti negativi si sono cominciati a sentire. Numerosi i negozi in città che espongono cartelli per avvertire la clientela della serrata di lunedì che minaccia di bloccare il capoluogo piemontese, e non solo, contro quello che definiscono “un governo incapace”. Nessuna certezza sulla durata della protesta: c’è chi dice che durerà fino al 13 dicembre e chi sostiene che andrà avanti ad oltranza. Cresce dunque la mobilitazione per la protesta ‘L’Italia si ferma’. Nel capoluogo piemontese in tre piazze i blocchi principali con mezzi di trasporto: in centro in piazza Castello, alla periferia nord in piazza Derna, a sud in piazza Pitagora. Davanti ad alcuni centri commerciali si sono formati i primi picchetti e per il timore di rimanere senza carburante, ci sono formate code alle pompe di benzina.
A Torino Cna, Cia e Confagricoltura hanno chiesto tutela al prefetto Paola Basilone che ha messo in campo una task force.
Cresce la tensione e per questo motivo sempre più commercianti che non volevano chiudere si fermeranno per il timore di ritorsioni.