Dai controlli del Nas di Torino in una società che produce liquidi per sigarette elettroniche e che commercializza accessori (atomizzatori, cartomizzatori, batterie, bocchini, cavetti caricabatterie) di produzione cinese, i militari hanno effettuato un ingente sequestro di liquidi contenenti nicotina. 70 mila flaconcini, per un valore di 380 mila euro, con due percentuali differenti di nicotina (9 ml/l e 18 ml/l) variamente aromatizzata, attraverso l’utilizzo di aromi liquidi impiegati anche nel settore alimentare. Solo nella Provincia di Torino operano quasi 130 negozi che vendono sigarette elettroniche.
La nicotina sintetica liquida è estremamente pericolosa nei casi di ingestione o contatto con la pelle per cui la manipolazione del prodotto, ad esempio nel momento della ricarica di una sigaretta elettronica, è un momento critico per il quale è sempre consigliabile l’utilizzo di guanti protettivi.
Negli ultimi due mesi, solo a Torino, sono state sequestrate sigarette elettroniche e liquidi per le stesse per un valore di circa mezzo milione di euro.
La principale violazione contestata attiene all’inadeguata etichettatura di prodotti pericolosi, fra i quali la necessità di indicare la denominazione del prodotto in lingua italiana ed il numero di telefono del responsabile della immissione in commercio e/o produttore del composto chimico. L’esigenza di indicare tale numero di telefono è fondamentale per orientare nell’immediatezza i sanitari che dovessero intervenire nei possibili casi di incidenti o intossicazioni.
Le problematiche relative alle sigarette elettroniche si riferiscono all’assenza della marchiatura CE, mentre le irregolarità riscontrate sulle etichette dei liquidi concernono i “consigli di prudenza” obbligatori, spesso mancanti, le “frasi di rischio” necessarie e non riportate, le dimensioni dei “pittogrammi di pericolo”.
Un flacone di liquido da dieci millilitri con o senza nicotina e variamente aromatizzato costa mediamente dai 5,5 ai 6 euro a fronte di un costo di produzione irrisorio, atteso che l’ingrediente più caro utilizzato, la nicotina liquida, ha un costo variante dai 70 ai 500 euro al chilo (a seconda che si tratti di produzione cinese europea o di produzione europea). È evidente il vantaggio economico di una attività imprenditoriale che si occupi di produrre liquidi per sigarette elettroniche con o senza nicotina.
Si stima che le principali società operanti in Italia nel settore della produzione di liquidi per sigarette elettroniche producano giornalmente circa 150.000 flaconi, a fronte di un fabbisogno giornaliero corrispondente a circa il doppio, per gli oltre due milioni di “svapatori” (fumatori di sigarette elettroniche) italiani. Questo fenomeno crea la necessità per il consumatore di acquistare i liquidi on line, dalla Cina o da siti che comunque commercializzino prodotti cinesi, ovvero di rifornirsi presso negozi specializzati che acquistino anch’essi con le stesse pericolose modalità, in quanto i prodotti acquistati on line, destinati al mercato mondiale, non offrono le garanzie che sono obbligatorie per la normativa vigente in Italia.