
Soffiare in un palloncino prima di mettersi alla guida, per evitare le stragi del sabato sera. È questo l’obiettivo del progetto “un soffio ti può salvare la vita”, che a partire dall’11 marzo porterà un camper nei luoghi della movida: i giovani che lo desidereranno potranno sottoporsi all’alcol test per accettare le proprie condizioni e capire se mettersi o meno alla guida.
Il camper, messo a disposizione dalla fondazione Specchio dei Tempi, è un doppio ambulatorio infermieristico mobile, progettato per effettuare i test. Al fianco dei medici e infermieri volontari, un equipaggio del nucleo radiomobile dell’Arma parteciperà all’attività in preventiva, distribuendo materiale informativo si ragazzi.
Le date e le vie dei presidi
Le zone in cui si concentrerà l’attività sono quelle della movida: 11 marzo in piazza Vittorio, 18 marzo piazza Santa Giulia, 25 marzo San Salvario, 1° aprile via Carlo Bossoli e infine 8 aprile Sauxe d’Oulx. L’iniziativa, infatti, nasce proprio da un episodio avvenuto fuori dal locale Tabata, a Sestriere, quando un carabiniere chiese a un uomo uscito dal locale quanto avesse bevuto per capire se potersi mettere o no alla guida.
Claudio Lunardo, comandante provinciale Carabinieri di Torino, spiega lo spirito dell’iniziativa: “L’approccio cambia, ci vede più vicini ai giovani, a chi si vuole divertire con uno spirito sano. Molto spesso sentiamo ancora di incidenti gravi, di persone che perdono la vita. Lo slogan dell’iniziativa dice tutto: un soffio ti può salvare la vita”. “Sarà uno slogan che colpirà molti all’uscita dei locali. Noi saremo li ma non con un approccio persecutorio ma preventivo per far capire che l’iniziativa va in favore di chi vuole divertirsi ma deve avere la consapevolezza che è meglio non mettersi alla guida per non far male a se stessi e agli altri” conclude il generale.
“Esiste una recentissima ricerca europea che dice gli automobilisti giovani sono l’8%, ma i morti giovani sulla strada sono il 16%. Ecco perché, con i carabinieri, abbiamo pensato di percorrere una strada che permettesse di prevenire e non sanzionare. Di convincere i ragazzi a non commettere azioni che creino problemi a loro, alle loro famiglie e al pubblico” racconta Ludovico Passerin D’Entreves, presidente Fondazione Specchio. “Forniremo la clinica mobile e tutto il necessario perché i ragazzi possano fare l’alcol test e capire se possono o no mettersi alla guida” conclude.