Si è concluso oggi il raid Torino-Londra 2012. Le barche dopo aver percorso i fiumi Po, Ticino e Reno, il Lago Maggiore e i canali dell’Olanda e del Belgio, nonchè i fiumi francesi si sono imbarcate a Calais per Dover.
A Greenwich, a poche miglia di navigazione dalla capitale, le barche e i remieri, sono state ospitate nel circolo canottieri Curlew, la cui generosità è stata ammirevole, affinché potessero prepararsi per l’ultima tappa verso il centro di Londra.
Il tempo ha salutato il convoglio con pioggia, freddo e scarso sole, ma l’acqua è stata compagna amica. Il fiume Po si è presentato aspro e selvaggio, meno amato di un tempo, il Lago Maggiore si è mostrato aristocratico e quieto, mentre il Reno nella sua grandezza salutava con le onde delle chiatte, i canali romantici e accoglienti con ponti bassi che costringevano talora i rematori a passare sdraiati. La curva di Lorelay, sul Reno, si è dimostrata, con la sua tortuosità , il perenne punto critico, ma superato con sicurezza.
La barca, carica di atleti di ogni specialità, solcando il Tamigi si dirige alle Olimpiadi; così anche questa impresa, partita da Torino, sotto il segno della Candidatura della Città a Capitale Europea dello Sport 2015, ha centrato il suo obiettivo grazie all’amicizia e alla collaborazione di molti che in questa sfida hanno creduto.
In particolare il Comune di Torino, appoggiando l’iniziativa ha esaltato l’importanza del fiume come veicolo di conoscenza delle persone ed ha anticipato quanto in questi giorni è stato scritto nel comunicato dell’autorità portuale che regola il transito sul Tamigi durante le Olimpiadi: “Ci aspettiamo che il fiume e le vie d’acqua attorno a Londra diventino il magnete per la gente durante questo periodo”.

