“Buongiorno a tutti, io sono la nonna di Bea – scrive con un post semplice e diretto la nonna, appunto, della piccola Beatrice Naso sulla pagina Facebook a lei dedicata – Nonna Ciccia, così mi chiama la mia dolcissima principessa, e nonostante io sia in dovere di ringraziare per tutti gli articoli di questi giorni sulla mia Bea non posso non amareggiarmi ogni volta che leggo la definizione “PIETRA” sui titoli! Penso che si potrebbe usare una definizione meno pesante per descrivere la mia fantastica principessa! Grazie”.
Gli articoli con titoli inadeguati continuano ad apparire sui giornali cartacei e on line, forse i titolisti non hanno letto l’appello di nonna Ciccia, forse ogni tanto dimenticano che stanno parlando di persone, in questo caso di una bimba, magari in difficoltà ma ricca di emozioni, sentimenti e gioia di vivere.
Intanto il passaggio televisivo di Bea e della sua famiglia e i tanti articoli che sono seguiti hanno decisamente prodotto dei risultati: il sindaco di Torino si è impegnato ad aiutare la famiglia che, tra le tante necessità ha anche quella di trovare un’abitazione adeguata per Bea; la pagina Facebook dedicata al “Mondo di Bea”, oggi conta 11.936 amici (fino a tre giorni fa erano poco più di duemila) che, con messaggi di solidarietà e, speriamo anche economici, si stringe intorno alla famiglia; non ultimo, grazie alla pubblicazione della storia di Bea sul nostro quotidiano on line, ieri un’altra mamma torinese ci ha contattato parlandoci della piccola Asia.
Anche Asia e la sua famiglia hanno bisogno di sostegno e, nonostante vivano una situazione difficile, sono a loro volta impegnati ad aiutare gli altri.
A breve intervisteremo la mamma di Asia e racconteremo la sua storia. E continueremo, ovviamente, a seguire la piccola Bea e il suo “Mondo”.