
Si sono chiuse con le Einaudi Lectures, nell’aula magna Cavallerizza dell’Università di Torino, le celebrazioni per gli 80 anni del Collegio Einaudi di Torino. Il saluto dell’assessore della Città di Torino Mariangela Pellerino e del vicerettore dell’Università di Torino Sergio Bortolani, hanno aperto il seminario che ha visto l’intervento del presidente Donato Firrao dal titolo “80 anni di merito e oltre”, di Andrea De Mauro, manager di Procter & Gamble e Alumno Collegio Einaudi, sui “Big Data: la sfida al Business”, e di Nicola Piepoli, saggista e sondaggista, fondatore dell’Istituto Piepoli e Alumno Collegio Einaudi, che ha trattato il tema “Big Data e Serendipity”.
Ma le celebrazioni erano già iniziate in chiave festosa sabato sera al The Beach, ai Murazzi del Po, dove si è tenuta la Prima Reunion degli Allievi e il lancio dell‘Associazione Alumni Collegio Einaudi, del Progetto Mentoring e della campagna Premi di studio. E sono proprio questi progetti che permetteranno al Collegio – nato come Casa dello studente nel 1935, cambiando denominazione in collegio universitario nel 1950 e successivamente Collegio Einaudi, dal nome del primo direttore e successivamente presidente, il professor Renato Einaudi, docente di meccanica razionale, già membro del Comitato di Liberazione Nazionale – di crescere e sviluppare nuovi servizi e spazi per gli studenti universitari a Torino nei prossimi anni.
“Quando un’Istituzione compie 80 anni, essa va al di là dei singoli fondatori e dei presidenti che si sono alternati – ha sottolineato il presidente Donato Firrao – Ho raccolto un testimone ventidue anni fa e il mio compito è stato quello di trasmettere l’Istituzione dopo averla portata ai livelli che i tempi rendono indispensabile. Gli studenti fuori sede a Torino, grazie ai precedenti presidenti Allara, Einaudi, Castelnuovo, Rigamonti, hanno avuto a disposizione 750 camere distribuite in cinque edifici vicini alle varie sedi del Politecnico e dell’Università di Torino. Finora circa diecimila laureate e laureati sono vissuti quattro o cinque anni in Collegio, chiamandolo la loro casa”.
