“Too Late”: intervista ad Anna Bonaiuto in scena al Teatro Astra di Torino

anna bonaiuto teatro

Too Late di Jon Fosse, prodotto dalla compagnia di Thea Dellavalle e Irene Petris, sarà in scena dal 25 al 30 marzo al Teatro Astra di Torino. Un testo importante che ha il volto di Anna Bonaiuto, con la quale abbiamo conversato per farci raccontare lo spettacolo in ogni sua sfaccettatura.

Partiamo dalle basi, com’è nata la sua collaborazione con la compagnia Dellavalle/Petris e la messa in scena di questo spettacolo?

Thea Dellavalle e Irene Petris mi conoscevano già e quando ci siamo incontrate mi hanno chiesto se mi interessava questo progetto, che per me è una cosa un po’ particolare. In effetti è un personaggio quasi muto, però loro mi sono sembrate così brave, così preparate, serie e simpatiche che ho detto di si.

Il suo personaggio, Nora, è un personaggio che Jon Fosse riprende da Casa di bambola di Ibsen. Come si è avvicinata a questo ruolo?

Innanzitutto, attraverso i suggerimenti della regista. Questo personaggio è molto particolare ed è chiaro che Jon Fosse sia partito da Ibsen e dalla sua protagonista di Casa di bambola che è un personaggio ormai mitologico nella storia del teatro perché scandalizzò a suo tempo, alla metà dell’800, perchè raccontava il fatto di una donna che lasciasse marito e tre figli per decidere da sola la sua vita. Quindi troviamo questo personaggio che ha la mia età e che non è mai tornata indietro sui suoi passi.

Una donna libera.

Ha fatto quello che voleva fare, cioè dipingere. E questo era un sogno, senza necessariamente mirare al successo, alla fama, ai soldi, ma solo perché era quello che lei voleva fare.

Uno dei temi fondanti del testo è la scelta. Come si è confrontata, anche attraverso gli occhi del suo personaggio?

Dovrebbe essere il tema della fine. Mi ci sono confrontata come ci si confronta con tutti i personaggi che si hanno, come anche nel caso di Clitemnestra: si cerca di vedere quella che è la materia del personaggio e si cerca di farla entrare dentro di sé e di riportarlo agli altri, ecco tutto qui: quello che si fa con tutti i personaggi.

A questo proposito, c’è un ruolo che avrebbe voluto fare e che non ha fatto?

Sono tantissime i personaggi che mi sarebbe piaciuto fare, però non mi guardo mai indietro e non ho rimpianti. Io dico che tanto la vita è questa e questo succede quindi sono felice di fare quello che faccio.

Per chiudere, perchè invita il pubblico a vedere lo spettacolo?

E’ uno spettacolo molto rigoroso, molto raffinato anche se è di breve durata. Ma soprattutto è semplice e credo che più o meno tutte le persone abbiano avuto questo riscontro: rimangono anche molto turbate dal testo perché si parla di temi che tutti ci troviamo a vivere come il non comunicare tra le persone, il non capirsi, il vivere la famiglia come un peso ma senza crudeltà verso qualcuno, semplicemente perché questo succede e quindi credo che le le persone si riconoscano dentro.