
Due campioni del mondo e i grandi calciatori di un tempo di Juventus e Torino, sono scesi in campo sabato pomeriggio allo stadio Primo Nebiolo di Torino , per una partita di beneficenza contro la Nazionale Italiana dell’Amicizia. Dopo il successo della prima edizione del 2013 che si tenne ai campi Don Mosso di Venaria Reale, si è bissato al Parco Ruffini il 2° derby dell’Amicizia. Una serata di grande divertimento dove i calciatori sono scesi in campo a sostegno della piccola Bea, affetta a una rarissima malattia che non ha ancora un nome, la quale rende rigide tutte le articolazioni calcificando i tessuti periarticolari e del reparto Ematologia Pediatrica dell’ospedale Regina Margherita di Torino, ospedale che più volte ha salvato alla piccola la vita, di cui il dottor Roberto Laudati, insieme al suo staff, si è fatto portavoce. E per questa gara d’amore, di solidarietà si sono mossi in tanti a riprova che l’amore vince su tutto. Tanti occhi lucidi per realizzare il sogno grande di combattere e guarire dalla rarissima malattia che affligge la piccola principessa d’Italia . Un male che però non ha spento il suo sorriso e quella luce dei suoi occhi, ora Bea sta crescendo e necessita di ottenere il puntatore ottico, programma per PC costosissimo, che gli garantirebbe una vita più dignitosa e “autonoma”. Infatti, grazie a questo programma Bea potrebbe giocare da sola, fare i compiti e chiedere aiuto in caso di necessità, solo con la forza del suo sguardo. Il restante 50% del ricavato è stato invece destinato al reparto di Ematologia Pediatrica . Ma torniamo all’evento di sabato pomeriggio che sarà destinato a rimanere impresso nella memoria dei presenti, in campo e fuori, per molto tempo. Una partita di calcio, il “2° Derby dell’Amicizia” realizzata dalla Nazionale italiana dell’Amicizia che ha sfidato la storia calcistica di Juventus e Torino, un modo per vedere sventolare assieme le due bandiere unite sotto il segno della solidarietà che non conosce barriere “Con queste partite vogliamo sensibilizzare la gente ad aiutare i bambini in difficoltà e vedere questi bimbi divertirsi con noi è segno di gratificazione” afferma il capitano della Nazionale dell’Amicizia Walter Galliano che con grande sforzo organizzativo assieme a tutti i volontari si sono impegnati alla realizzazione sino nei più piccoli particolari. E poi il grande cuore della gente ha fatto il resto per far sentire forte e caldo il proprio abbraccio alla famiglia Naso facendo registrare uno straordinario numero di persone “Ringraziamo di cuore tutte queste persone- commenta il dottor Laudati- è grazie a loro che la ricerca va avanti e grazie al loro contributo andiamo avanti per comprare apparecchiature che ci permettono di fare ricerche”. E quando si è in tanti a lottare per lo stesso obiettivo il fardello è meno pesante da portare “Questo derby l’abbiamo voluto dedicare al reparto di Ematologia Pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita di Torino, che più di una volta ha salvato la vita a mia figlia e amorevolmente l’ha tenuta in cura- chiosa Stefania Naso – noi ancora ad oggi non sappiamo nemmeno il nome di questa malattia che affligge mia figlia, la nostra vita è congelata da 5 anni e abbiamo bisogno di raccontare ed esporre la sua situazione a quello che affrontiamo e combattiamo ogni giorno”. Una commozione che ha coinvolto la presentatrice la show girl e conduttrice Elena Galliano in un clima di festa e solidarietà che si poteva palpare in tutto il tempo della manifestazione, prima con le emozioni del coro gospel che hanno condiviso il palcoscenico, uniti dal desiderio di offrire musica, intrattenimento di qualità, emozioni e passione e poi dalla splendida interpretazione musicale della piccola Bea che si è esibita con la bravissima Marika Saggese . Il calcio d’inizio della partita è stato dato dall’assessore allo sport „Stefano Gallo che, oltre al Patrocinio, ha voluto inserire l’evento nel programma ufficiale di Torino 2105 Capitale Europea dello Sport. Il risultato finale è stato di 7 a 5 a favore della formazione di Juventus e Toro dove l’unico risultato che contava è stato quello di scendere in campo per la beneficenza “Queste partite sono molto importanti- afferma Claudia Sala- dovemmo farle più spesso e coinvolgere anche i campioni di adesso per riportare la gente allo stadio per fare qualcosa di concreto per chi sta peggio di noi”. Dello stesso avviso il campione del mondo Claudio Gentile “Abbiamo il dovere di aiutare chi è meno fortunato e oggi siamo qua tutti con grande entusiasmo”. Prima dell’evento calcistico l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, ha incontrato i genitori Alessandro e Stefania ribadendo il suo impegno di collaborare tutti assieme per superare gli ostacoli burocratici e mettere assieme tutte le competenze mediche e far si che i tempi della ricerca si possano abbreviare è di far si che finita la festa non si spengano i riflettori. Riflettori che sabato pomeriggio erano puntati non solo in una semplice partita di calcio, salutata da un lancio di palloncini colorati come ad interpretare tante speranze e sogni della principessina Bea. Un pomeriggio di festa dove tutti sono scesi in campo per la solidarietà e per gridare il nostro mille volte grazie a tutti coloro che hanno realizzato questo grande evento . (Servizio a cura di Fabio Artesi)





















