
Un tavolo da ping pong dove prima c’era un’auto in doppia fila, un murale colorato al posto del grigiore dell’asfalto e bambini che giocano liberi prima del suono della campanella.La Giunta Comunale, su proposta dell’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta, ha approvato le prime “Linee Guida per la realizzazione di strade e piazze scolastiche”.
Strada vs Piazza scolastica: qual è la differenza?
Il nuovo documento mette ordine e definisce chiaramente due tipologie di intervento, a seconda dell’impatto sullo spazio urbano:
- Strada scolastica: Un tratto di via adiacente alla scuola in cui la circolazione dei veicoli a motore viene temporaneamente vietata o fortemente limitata.
- Piazza scolastica: Un intervento più profondo e strutturale. Lo spazio viene ridisegnato da zero con arredi urbani, nuove aree verdi, giochi dipinti a terra e panchine, diventando un vero e proprio punto di ritrovo per l’intero quartiere.
Il “Metodo Torino”: prima si sperimenta, poi si decide
- La fase di test (almeno 6 mesi): L’intervento parte sempre in via sperimentale. La cittadinanza viene avvisata con almeno 30 giorni di anticipo tramite cartelli e canali istituzionali.
- Il monitoraggio scientifico: Durante i sei mesi di prova si analizzano dati reali. Sotto la lente d’ingrandimento finiscono i flussi di traffico, l’inquinamento acustico, la qualità dell’aria e il cambiamento nelle abitudini di mobilità delle famiglie.
- La stabilizzazione: Solo se il bilancio dei dati è positivo l’intervento diventa definitivo, con la pedonalizzazione permanente, l’allargamento dei marciapiedi e l’installazione di arredi fissi.
Le linee guida stabiliscono anche una chiara priorità: si partirà dalle scuole dell’infanzia e dalle primarie, con un occhio di riguardo per quegli istituti che non hanno un cortile interno e dove lo spazio esterno diventa vitale per la socializzazione.
Un lavoro di squadra per una città a misura di bambini
Il provvedimento non nasce dal nulla. Dal 2022 a oggi Torino ha già attivato circa quindici interventi di questo tipo. Per fare il salto di qualità, le linee guida sono state scritte a quattro mani con le circoscrizioni e le consulte cittadine.
Per garantire che il piano funzioni nel tempo, nascerà una cabina di regia permanente che riunirà gli assessorati alla Mobilità, all’Ambiente e alle Politiche Educative, insieme a tecnici comunali, Asl, Arpa, consulte e rappresentanti delle scuole. Inoltre, il documento non rimarrà chiuso in un cassetto: verrà aggiornato ogni due anni in collaborazione con le università torinesi per adattarsi alle nuove esigenze della città.