

In primo grado il Tribunale di Torino condanna Giorgio Ardito, ex presidente dell’Agenzia territoriale per la casa(Atc) e membro del Partito democratico, a 17 mesi per ricettazione. Bruno Binasco, l’ex manager del gruppo autostradale Gavio da cui Ardito avrebbe ricevuto il denaro, è stato condannato a otto mesi per appropriazione indebita. Ardito è accusato di aver percepito 115 mila euro in nero dalla Gavio. Nel processo non è stato dimostrato a che fine fossero versati i soldi; Ardito sin dall’inizio sosteneva che i soldi erano un bonus aggiuntivo per la fuoriuscita dalla Sitaf.
Ma Giorgio Ardito, interpellato dal Corriere, afferma di non aver ricevuto un euro da Binasco.
Giorgio Ardito, classe 1942, è stato segretario del partito comunista cittadino dall’87 al ’91 dopo aver fatto l’assessore all’istruzione e il vicepresidente della Provincia. Nel febbraio del 1991 Ardito è protagonista di un clamoroso strappo: le sue dimissioni dal Pds in polemica con Massimo D’Alema che lo aveva escluso dal gruppo dirigente nazionale.
Poi il ruolo di presidente dell’Istituto per le case popolari di Torino, fino a quando si è proposto per le primarie del Pd per la corsa a sindaco di Torino stravinta poi da Fassino.