
“Mi manca tanto mio cugino ho paura di averlo perso”. Con queste parole Giuseppina Ravedone vedova del pittore torinese Franco Martinengo commenta, la canonizzazione dei due Papi più amati Giovanni Paolo XXIII e Giovanni Paolo II, da due Papi, quello in carica Francesco e quello emerito Benedetto XVI. Una pagina di storia che ha visto in Piazza san Pietro quattro Papi, un evento unico e memorabile. Giuseppina ha 83 anni ed è ancora vivo il ricordo e l’emozione di quando il 13 marzo 2013 il Cardinale Tauran annunciava al mondo dalla Loggia centrale di piazza San Pietro il nome del cugino “Non riuscivo a crederci ero emozionatissima e mi sono subito detta, uno come lui potrebbe buttare all’aria il Vaticano, lui è uno che rivoluziona tutto, è capace di dare tutto ai poveri. Ricordo sempre le sue parole, ci diceva : voi siete ricchi, noi abbiamo i bambini che muoiono di fame. Così ogni volta che passava di qui cercavo di dargli un po’ di denaro da portare in Argentina e lui mi portava sempre un ricordino – un uomo umile il Santo Padre che con la sua semplicità ha trasmesso a tutto il mondo che c’è bisogno di un buon pastore per far si che il gregge possa seguire il buon esempio e con le sue gesta di uomo comune sta ottenendo questo – mio marito che era cugino primo di Giorgio, scusate ma io il Santo Padre, lo chiamo così, aveva il suo stesso carattere, disegnava le auto più belle per la Pininfarina ma amava andare in giro con una cinquecento, tanto lo scopo della macchina e che ci porti in giro e non ostentare il lusso. Entrambi conoscono il valore delle piccole cose. Quando il Papa parla mi sembra proprio di sentire il mio Franco- Franco Martinengo era un artista di buon successo- era più quelli che regalava che quelli che vendeva.Oggi per me è stata una giornata di grandi emozioni e vederlo in una celebrazione così importante, mi fa capire che che per essere Santi, non si deve essere Papi – parole di Papa Francesco che la cugina ha voluto ricordare-L’ho perso un po’ come cugino ma sono felice che il mondo ha un Papa come lui. Ci siamo sentiti circa una settimana fa e gli ho detto che volevo vederlo mi ha risposto che appena avrà mezza giornata di tempo libero lo dedicherà a me. Ma è molto preso e credo che questa mezza giornata tarderà ad arrivare. Mi chiama dalla portineria, non ha il telefono in camera, quando passa a ritirarsi la sua posta che è sempre tanta- conclude la signora Giuseppina- l’altro giorno hanno spedito a me un pacco da Napoli con preghiera di farlo recapitare a Sua Santità, ora manderò mio nipote a spedirlo perché gli arrivi al più presto a destinazione. In attesa che Giorgio, possa ritornare a casa mia come faceva una volta”. Un orgoglio per questi grandi Papi e per Francesco che con la sua semplicità e sobrietà sta rivoluzionando la Chiesa. (Servizio a cura di Fabio Artesi)
