Torino e Porta Palazzo, il quartiere culturale della città


Pur non essendo un quartiere da un punto di vista amministrativo, Porta Palazzo rappresenta per Torino un’area molto complessa, eterogenea e differente che però viene percepita in modo unitario grazie al mercato di Piazza della Repubblica. Situata nel centro storico della città conserva alcuni tratti caratteristici che la rendono un’area popolare a tutti gli effetti grazie alla sua forma urbana, le attività economiche, la popolazione e la storia.


Porta Palazzo deve il suo nome ad una delle porte della città, l’antica Postierla San Michele, che collegava i borghi suburbani con il mercato di Piazza delle Erbe, l’attuale Piazza Palazzo di Città: il primo impianto dell’attuale Piazza della Repubblica nasce all’interno della riforma urbanistica dell’architetto Juvarra.


L’area dell’attuale ‘’Balon’’, invece, era in origine una zona campestre abitata da agricoltori e nel medioevo diventò territorio amministrativo della città, popolandosi di cascinali, mulini ed orti, dapprima, e di alcuni primordiali nuclei industriali, attorno al 1500. I numerosi canali tratti dalla Dora divennero fonte di preziosa energia per piccoli opifici e per una Polveriera. All’inizio del XXIX secolo Borgo Dora si presentava, quindi, come un’area viva e florida della città.

Dall’800 in poi numerosi sono stati gli sforzi per abbellire e connotare la piazza: nel 1825 l’architetto Formento elaborò il progetto per la parte meridionale della piazza, in particolare per l’isolato dei macelli, quello attualmente compreso tra la piazza e via Porta Palatina. La sistemazione definitiva dei contorni della piazza venne risolta intorno al 1830, grazie all’intervento di privati, in concomitanza con l’ampliamento dell’Ospedale Mauriziano.

Il mercato attuale, per come lo conosciamo, si stabilisce definitivamente il 29 agosto 1835 a seguito di un “Manifesto Vicariale” che proibì, a causa dell’infierire del colera, la vendita sulle piazze Palazzo di Città e Corpus Domini. In seguito a tale provvedimento la città decise la costruzione di tettoie nei due primi quadrati della piazza Emanuele Filiberto per il mercato dei commestibili.
Per la conservazione delle merci, inoltre, venivano utilizzate le Ghiacciaie che permettevano ai carri di scendere e depositare le merci fra il ghiaccio naturale dei mesi invernali, raccolto nei prati vicini, o trasportato dal Moncenisio durante gli inverni meno rigidi.

L’attuale piazza della Repubblica ospita quattro strutture: il mercato ittico, il mercato alimentare, la struttura metallica detta oggi tettoia dell’Orologio.