
Arrestato dai carabinieri di Torino un componente della cosiddetta “banda dello sgambetto”. Uno sgambetto da dietro per far perdere l’equilibrio alle vittime prescelte. Si tratta di un marocchino, regolare sul territorio italiano, di 31 anni, sposato con una ragazza italiana, e di due complici, un altro marocchino e una ragazza italiana, sospettati di aver compiuto decine di colpi lungo il Po. La scorsa mattina, però, alla gang è andata male: due ragazzi italiani di 24 anni, con le rispettive fidanzate, alla fine di una serata, sono stati avvicinati, sulla rampe di scale di Lungo Po Cadorna, da due maghrebini e da una ragazza italiana, e uno dei due marocchini hanno fatto lo sgambetto a Paolo (nome di fantasia). Il giovane ha perso l’equilibrio e in pochi secondi è stato rapinato del telefonino cellulare. È nata una colluttazione tra Paolo, il suo amico e i due rapinatori, mentre nel frattempo la complice è fuggita col bottino. Dopo una lunga ed estenuante lotta i due rapinatori sono scappati. La vittima ha però avvertito quasi subito i carabinieri. Ai militari ha fornito l’esatta descrizione dei rapinatori, in particolare uno di loro era una vecchia conoscenza dei locali dei Murazzi: un viveur della movida torinese. Alcuni testimoni hanno detto ai militari che Amin, questo il nome del rapinatore, è un ragazzo conosciuto nell’ambiente dei locali e che disponeva anche un profilo Facebook. Il ragazzo è stato identificato e riconosciuto dalle vittime e quindi arrestato poco dopo sotto casa mentre rientrava. I carabinieri stanno cercando di capire se al trio siano attribuibili altre rapine. I militari ora sono sulle tracce dei due complici.