Torino come una giungla per chi non ha facilità a districarsi agevolmente tra gli ostacoli. Questo è ciò che l’Osservatorio Linear dell’omonima compagnia assicurativa ha rilevato dall’ultima ricerca commissionata a Nextplora. In vista delle Paralimpiadi di Londra Linear ha voluto interrogare gli abitanti della città della Mole sui servizi dedicati ai disabili nella propria città e sui comportamenti degli automobilisti. In Italia, secondo gli ultimi dati elaborati dall’Istat nel 2009, risiedono circa due milioni e 600 mila persone con disabilità, quasi il 5 per cento della popolazione italiana. Dalla ricerca emerge che sette torinesi su dieci pensano che le strade della propria città non siano facilmente agibili per i portatori di handicap. Scalini, passaggi stretti, pendenze eccessive, spazi ridotti sono all’ordine del giorno. Che dire poi di parapetti “pieni”, che impediscono la visibilità ad una persona in carrozzina o delle strade e marciapiedi con asfalto dissestato. Nel caso di persone non vedenti, inoltre, possono rappresentare casi di barriera architettonica anche semafori privi di segnalatore acustico o arredi urbani come “panettoni” o paletti. Sul fronte degli esercizi pubblici i più colpiti sono i bar e i ristoranti, che per ben il 51 per cento degli intervistati non facilitano l’accesso alle carrozzine.
A proposito dei comportamenti dei guidatori ecco come la pensa la maggior parte dei torinesi. Maggior senso civico è necessario affinché diminuiscano i parcheggi selvaggi che spesso ( per il 44 per cento degli intervistati) ostruiscono gli scivoli che facilitano la mobilità dei diversamente abili, per non parlare poi dei posteggi loro riservati che diventano molto spesso territorio di conquista di automobilisti senza scrupoli (29 per cento). Infine, come non puntare il dito anche sulle automobili parcheggiate sui marciapiedi (27 per cento) che ostruiscono il normale passaggio.
Capitolo mezzi pubblici. Anche sotto questo punto di vista le cose non vanno meglio. Un torinese su quattro pensa che i mezzi pubblici non siano adatti alle esigenze dei diversamente abili. Il 40 per cento ritiene che solo i mezzi di ultima generazione offrano a tutti la possibilità reale di viaggiare.