Un bambino piccolo da accudire, e dunque la necessità di uscire presto da questo processo. Le parole dell’avv. Lucio Lucia, legale di Jonella Ligresti, tendono a ritrasformare l’imputata in persona (e mamma), allontanandola dall’icona costruitale attorno in questi mesi. Parole che – come si suol dire – cantano su altre ottave, rispetto alle notizie di ieri sulla fuga di capitali verso la Svizzera bloccata dalla Guardia di Finanza prima che i due milioni e mezzo di Euro raggiungessero Lugano.
Finanza e persone, bambini e consumatori. Con un’intera famiglia coinvolta da un lato, e migliaia di parti civili dall’altro, il processo Fonsai sembra una via di mezzo tra una class action e una puntata di Dinasty. I giornalisti fanno spesso fatica con l’albero genealogico della famiglia Ligresti; e ancor di più quando si tratta di posizionare ciascun membro della numerosa famiglia nel giusto procedimento.
Per la cronaca, i procedimenti in questione sono soltanto due; anche se i fattori di cui sopra spesso li fanno sembrare tre. Se Dio vuole, tra poco ce ne sarà uno solo: a questo scopo, è necessario che l’udienza preliminare del secondo troncone si concluda prima del 10 aprile, data prevista per la prossima udienza del primo troncone. A quel punto, se così andrà, i due procedimenti potranno finalmente essere riuniti.
Di sicuro, nell’unico procedimento risultante Jonella Ligresti ci sarà. Categoricamente esclusa oggi, sempre dall’avv. Lucia, una seconda richiesta di patteggiamento. Motivi personali, e altre considerazioni difensive. Che renderanno il dibattimento molto meno complicato – dopo la riunione – e sicuramente molto più seguito. Come sempre, quando si tratta di Jonella.
Roberto Codebò
