Tuona il fulmine Bolt, piovono le lacrime di Tania

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Logo-Cerchi1-181x300 Tuona il fulmine Bolt, piovono le lacrime di TaniaNella domenica centrale delle Olimpiadi, nuoto e tennis passano idealmente il testimone all’atletica leggera, che da tradizione domina la seconda settimana. Un passaggio impersonato dai re delle tre discipline, autentiche stelle di questi Giochi, che vivono il momento con sentimenti discordanti. Michael Phelps vede calare il sipario sulal sua fantasmagorica carriera, salutato dalla standing ovation dell’Aquatics Centre subito dopo aver ricevuto il diciottessimo oro olimpico; Roger Federer si fa inaspettatamente massacrare sul Centre Court di Wimbledon da un Murray che diviene così il primo britannico a vincere una finale su quel campo da settantasei anni da a questa parte; avrebbe preferito farlo un mese fa, ma anche il titolo olimpico non è male… Ancor meglio sarebbe stato se Murray fosse riuscito a vincere anche la finale del doppio misto, cenerentola dei tabelloni tennistici oggi assurta a gloria inaspettata grazie per l’appunto alla presenza in finale dello scozzese. Accompagnato però da una diciottenne certo volonterosa, ma ancora un po’ acerba per rimandare al mittente i missili della Azarenka. Del resto, due God save the Queen a Wimbledon nello stesso giorno sarebbero stati troppo per le britanniche coronarie…

Quanto a Usain Bolt, sembrerebbe esservi ben poco ancor da dire. Anche se, in realtà, cotanto missile umano pareva ultimamente aver smarrito la vena berlinese di tre anni fa, rimasta forse appiccicata ai blocchi della falsa partenza dell’anno scorso a Daegu. E invece il nostro, alla faccia di Blake e Gay, stampa un 9,63 che, ragguagliato alle condizioni meteorogiche, vale più del 9,58 del 2009. Di ciò non si ricorderà nessuno, ma se Bolt continua così tra un po’ quel 9,58 cadrà per davvero. Lasciamo naturalmente gli svisceramenti moviolistico-cinematici dell’impresa agli esperti del settore, attendendo a questo punto magari un ritocco del più abbordabile record dei 200 metri. Appuntamento, su questo fronte, a giovedì sera.

Naufragate le residue tenuissime speranze di una medaglia nel nuoto, ci ha pensato Jessica Rossi a mostrare agli azzurri come fare a centrare di nuovo il bersaglio dell’oro. E i colpi infallibili dell’azzurra carabina, da quelle Royal Artillery Barracks che solo col nome trasudano British Style come tante altre sedi di gara, idealmente guidano le stoccate dei fiorettisti maschi, ovviamente smaniosi di non essere troppo inferiori alle gentili e pittoresche colleghe d’arma. E, siccome l’azzurra scherma ormai è gloria felicemente ritrita, violando le regole del crescendo espositivo vogliamo dedicare l’ultimo paragrafo alla più lacerante tristezza azzurra di questi britannici Giochi.

Venti centesimi, venti stramaledettissimi centesimi di punto. Rapidi come un lampo, piccoli come una monetina, tristi come la fine di un sogno chiamato medaglia. Quinto ed ultimo tuffo, doppio e mezzo rovesciato carpiato: Tania Cagnotto è quasi perfetta. Tutte altre hanno già saltato tranne la Wu Minxia, che fa gara a sé; l’altra cinese He Zi è già sicura seconda. Tommaso Marconi dai microfoni di Sky grida al bronzo; la regia stacca su Francesca Dallapè che, eliminata in semifinale, s’è prestata come ottima co-commentantrice; Francesca grida «No, no, no…!!» come una bambina spaventata. Sono usciti i totali: Laura Sanchez Soto: 362.40; Tania Cagnotto: 362.20. Quarta per la seconda volta in una settimana: nel sincro, quei 2.70 punti dalel terze  erano già sembrati una crudele inezia; stasera, al confronto di cotale 0,55 per mille  del punteggio totale (!!!), sembrano un’eternità. Come eterno sembra il pur composto dolore di lei, inevitabilmente avvolta da un senso di crudele persecuzione da parte degli eventi (e forse anche da qualche giudice…), almeno fino a quando la Dallapè, che piange a dirotto, fugge dalla postazione e corre in camera di chiamata a stringerla di un fraternissimo abbraccio, mentre la regia scruta i volti di papà Giorgio e mamma Carmen allucinati non meno delle voci dei telecronisti. Questa sera, dolcissima principessa dei tuffi, qualcuno vorrebbe essere lì a darti il bacio della buonanotte. E – siamo sinceri – non soltanto questa sera…

Roberto Codebò