Live Aid: 40 anni dopo, quando il rock divenne la voce del mondo. Un libro ricorda il celebre concerto a Torino


Il 13 luglio 1985 il pianeta si è fermato per guardare un unico, immenso palco diviso tra Londra e Filadelfia.

Erano le ore di Live Aid, il “juke-box globale” che, con quasi due miliardi di telespettatori, rimane ancora oggi il più grande spettacolo televisivo benefico mai realizzato.

Il Live Aid fu una successione incredibile di momenti irripetibili, un evento che oggi rivive nel dettaglio grazie al lavoro degli autori Angelo De Negri, Aldo Pedron e Giovanni Fabbi. 

A Londra, sul palco di Wembley, si passò dall’energia degli U2, che con una versione chilometrica di Bad divennero star mondiali, ai Dire Straits, fino all’eleganza di David Bowie e alla chiusura corale con l’inno dei Band Aid, Do They Know It’s Christmas?.

Contemporaneamente, a Filadelfia, il pubblico del JFK assisteva al ritorno dei Led Zeppelin — con Phil Collins che compì l’impresa di volare da Londra su un Concorde per suonare in entrambi i continenti — insieme al carisma di Mick Jagger e Tina Turner, fino al gran finale guidato dagli Usa for Africa sulle note di We Are the World. Ogni artista e ogni momento di quella giornata del 13 luglio 1985 viene oggi scandagliato nel libro per restituire la memoria di un decennio che ha unito spettacolo e impegno sociale.

L’opera verrà presentata oggi mercoledì 28 gennaio alle ore 17:40 presso l’Educatorio della Provvidenza, in corso Trento 13. Sarà un’occasione unica per dialogare con Angelo De Negri e ripercorrere, minuto per minuto, lo sforzo tecnologico che permise a quasi due miliardi di telespettatori di assistere al più grande spettacolo benefico della storia.

Giovanni Fabbi, in dialogo con gli autori Angelo De Negri, coautore del volume e profondo conoscitore della storia del rock, e Aldo Pedron, firma storica del giornalismo musicale italiano, fondatore del Mucchio Selvaggio e direttore de L’Ultimo Buscadero.