Gli studi della Camera di Commercio rivelano l’importanza che la cultura ha in Piemonte. Qual è questo valore? Sei milioni e 400mila euro di valore aggiunto, una percentuale del 5,8 del totale regionale. Appare dunque importante investire nella cultura e negli eventi ad essa collegati, soprattutto se questa è in grado di diventare impresa e di rinnovarsi. Nello specifico, la Camera di Commercio evidenzia la grande importanza di eventi come il Salone del Gusto e del Libro e di Artissima, della quale presto si saprà di più. Unioncamere Piemonte, Camera di Commercio di Torino, Finpiemonte e Compagnia di San Paolo presentano adesso questa prima relazione economica. «Serve un piano industriale per la cultura», è la sintesi di Paolo Bertolino, segretario regionale di Unioncamere. Il 2011 è l’anno preso in considerazione e confortanti sono i risultati sull’occupazione: sono 35 mila gli occupati in cultura nella nostra Regione. Per la capacità di incidere sull’economia sono solo quattro le regioni davanti al Piemonte. che si trova dunque al quinto posto dietro a Lazio, Marche, Veneto e Lombardia. Secondo Unioncamere, inoltre, sono quattro i macrosettori in cui si divide il sistema produttivo: industrie creative, performing arts e arti visive e patrimonio storicoartistico. Il maggior contributo all’occupazione e al prodotto è dato dall industrie produttive. Per quanto riguarda le manifestazioni più conosciute nella nostra Regione, grazie ad un sondaggio di ottobre, si è scoperto che è il Salone del Libro ad occupare la posizione più alta, con il 51,5 per cento degli intervistati. Seguono la Fiera del tartufo bianco d’Alba, il Salone del Gusto e il Torino Film Festival. «La misurabilità del sistema è un principio in cui ho sempre creduto e questi dati sono molto confortanti», queste le parole di soddisfazione dell’assessore alla Cultura Michele Coppola.
