
La Villa della Regina a Torino fa parte del patrimonio Unesco della città: ha origini legate al cardinale Maurizio di Savoia che, alla morte del fratello, sposò la figlia tredicenne di Madama Cristina, Ludovica Cristina di Savoia.
Al fine di suggellare il matrimonio con la nipote, Maurizio decise di realizzare una villa nella collina appena dopo il centro della città: il progetto venne affidato prima ad Ascanio Vitozzi e in seguito a Carlo e Amedeo di Castellamonte con l’iniziale nome di Villa Ludovica. Nel corso degli anni la Villa divenne anche punto di incontro di scienziati, intellettuali e accademici tanto da creare un circolo definito ‘’Accademia dei Solinghi”.
La villa, inoltre, dopo la morte dei proprietari Maurizio e Ludovica fu la residenza di numerose duchesse e principesse del Regno di Sardegna e d’Italia: facendo riferimento alla sua storia, infatti, il nome più fedele per rappresentare la storia del luogo sarebbe villa ‘’delle Regine’’, ricordando la presenza di numerose figure femminili che hanno abitato il luogo.
Durante l’occupazione francese, poi, nella villa soggiornò lo stesso Napoleone: solo dopo un’accurata restaurazione la residenza tornò ad essere dimora sabauda finché il 4 luglio 1869 divenne la sede dell’Istituto Nazionale delle Figlie degli Ufficiali che combatterono durante le Guerre di indipendenza italiane.
Nel corso del regno di Umberto I diversi arredi furono trasferiti a Roma al Palazzo del Quirinale, mentre durante la Seconda guerra mondiale il complesso fu colpito dai bombardamenti alleati. A guerra finita la Villa ha vissuto un lungo periodo di degrado negli spazi interni e nella vegetazione esterna, finché dal 1994 la Soprintendenza per i beni artistici e storici del Piemonte l’ha presa in gestione, consentendo di aprire al pubblico dal 2006
Anche i ciclisti del Giro d’Italia, nel loro circuito tra Po e collina, hanno fiancheggiato per ben otto volte la villa della Regina: la bellezza del palazzo, inoltre, ha fatto un modo che il luogo fosse scelto come uno dei 10 parchi più belli d’Italia.