
Un solo riconoscimento, ma di prestigio, per la ristorazione di eccellenza del Piemonte. Male Torino, che scende a otto stelle singole senza promozioni né novità.
La Michelin festeggia nel 2026 i 120 anni di presenza in Italia, che coincidono con l’anno di nascita del Torino Calcio.
In tutta la Penisola oggi c’era la solita grande attesa, con tantissimi ristoratori in ansia di conoscere il proprio destino per le decisioni degli ispettori della regina delle guide gastronomiche: conquistare l’agognato simbolo, difenderlo, incrementarlo, oppure…perderlo.
La 71^ edizione della guida Michelin Italia, presentata al Teatro Regio di Parma, premia in tutto 394 ristoranti, una in più dello scorso anno.

I criteri a cui devono attenersi gli ispettori durante la loro visita in incognito sono qualità delle materie prime, padronanza tecnica e armonia dei sapori, personalità della cucina e dello chef, rapporto qualità–prezzo, costanza nel tempo.
Poche le novità, ma la principale è bella e riguarda il Piemonte.
Salgono a 15 i nuovi tre stelle italiani. L’ultimo riconoscimento è per La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti a Serralunga d’Alba. Il ristorante gastronomico de Il Boscareto Resort & SPA 5*L raggiunge l’ambito traguardo a soli 26 mesi dall’apertura, un caso davvero raro.

«Ho ottenuto la prima stella a Parma dieci anni fa e oggi, ancora qui, le tre stelle – commenta Michelangelo Mammoliti -. È incredibile quello che ci è successo in questi anni, devo ringraziare la famiglia Dogliani che mi ha permesso di creare un ristorante che mi rappresenta».
Ha poi aggiunto. «Questo è un nuovo punto di inizio per creare un nuovo grande ristorante. Ogni stella in più è qualcosa che ti motiva ad andare ancora più in là, ricordandosi sempre che la cucina è un’alleanza tra il cuore e le proprie convinzioni».
Notevole la soddisfazione all’interno della famiglia Dogliani, proprietaria dell’impresa.
«Con il progetto de La Rei Natura volevamo lasciare un segno nella gastronomia contemporanea, italiana e internazionale» sottolinea Valentina Dogliani -. Il riconoscimento ottenuto oggi ci permette di dire, con orgoglio, che questo obiettivo è stato raggiunto».
Tra le motivazioni al premio si leggono parole dolcissime: «pura precisione e poesia, rigore millimetrico, materia prima, accostamenti audaci e armoniosi. Sublima il palato con un viaggio indimenticabile».
Sono tutti confermati gli altri 14 ristoranti con tre Stelle.
Due sole new entry tra i due Stelle. Vanno a Francesco Sodano di Famiglia Rana a Oppeano (Vr) e a Davide Guidara de I Tenerumi sull’isola di Vulcano (Me). Complessivamente sono 38 i ristoranti in questa categoria.

Nella Guida Michelin Italia 2026 sono 22 le novità con una Stella, per un totale di 341 in tutta la Penisola.
La classifica per regioni continua a premiare la Lombardia, con 64 ristoranti, seguita dalla Campania con 48. La Toscana è terza. Il Piemonte è sempre più lontano dal podio.
Tra i riconoscimenti speciali, quello al miglior giovane chef va a Mattia Pecis del Ristorante Cracco a Portofino (Ge).
IL PIEMONTE
A parte Mammoliti, anche quest’anno la Guida Rossa castiga il Piemonte, scende a 34 ristoranti premiati: 3 tre Stelle, 2 due Stelle, 29 una Stella. In totale un locale in meno rispetto allo scorso anno.

Al vertice rimangono Enrico Crippa e Antonino Cannavacciuolo, stabili con Piazza Duomo ad Alba e Villa Crespi a Orta San Giulio. Si affianca a loro Michelangelo Mammoliti.
Restano due i ristoranti che confermano la seconda stella: Antica Corona Reale di Cervere, Locanda Sant’Uffizio di Penango.
Nessuna nuova realtà ottiene la stella per la prima volta in Piemonte.

Con la chiusura del Magorabin a Torino il piatto della bilancia pesa una stella in meno. Le altre 29 in regione sono confermate, con lo spostamento di Camia nella nuova sede di Novello. Un calo preoccupante se si pensa che solo tre anni fa erano 39.

La città di Torino scende ad otto stelle, senza alcuna promozione o novità.
Il premio Mentor Chef, che lo scorso anno era toccato ad Antonino Cannavacciuolo, resta lontano dal Piemonte e va a Heinz Beck de La Pergola Roma.
Come magra consolazione c’è l’attribuzione di qualche riconoscimento secondario.
La fregatura della Stella verde, simbolo della sostenibilità, va a La Bursch di Campiglia Cervo (Bi). Un po’ come dire che non meriti la stella vera e propria e che ti devi accontentare.
La segnalazione speciale Passion Dessert va a Sabrina Stravato di Unforgettable Torino. Nuove tecniche e innovazione nel gusto sono alla base del premio.
«Da marzo abbiamo tolto i dolci dal menu, inserendo una parte dolce in ogni piatto – afferma la chef -, cercando di equilibrare dolce e salato in ogni portata. La piccola pasticceria, però, è tradizionale».
Fabrizio Bellone

Tre stelle MICHELIN
Alba – Piazza Duomo
Orta San Giulio – Villa Crespi
Serralunga d’Alba – La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti
Due stelle MICHELIN
Cervere – Antica Corona Reale
Cioccaro – Locanda Sant’Uffizio Enrico Bartolini
Una stella MICHELIN
Alba – Locanda del Pilone
Asti – Cannavacciuolo Le Cattedrali Asti
Canale – All’Enoteca
Domodossola – Atelier
Monforte d’Alba – FRE
Monforte d’Alba – Borgo Sant’Anna
Novello Massimo – Camia
Orta San Giulio – Andrea Monesi – Locanda di Orta
Pettenasco – Cannavacciuolo by the Lake
Pinerolo – Trattoria Zappatori
Piobesi d’Alba – 21.9
Pollone – Il Patio
Priocca – Il Centro
San Maurizio Canavese – La Credenza
Santo Stefano Belbo – Il Ristorante di Guido da Costigliole
Serralunga d’Alba – Guidoristorante
Soriso – Al Sorriso
Tigliole – Ca’ Vittoria
Torino – Andrea Larossa
Torino – Cannavacciuolo Bistrot
Torino – Condividere
Torino – Del Cambio
Torino – Vintage 1997
Torino – Carignano
Torino – Piano35
Torino – Unforgettable
Treiso – La Ciau del Tornavento
Venaria – Reale Dolce Stil Novo alla Reggia
Vernante – Nazionale
Fabrizio Bellone