
AIS Piemonte dedica una giornata alla denominazione Canelli DOCG, con la presentazione della nuova cartografia curata da Alessandro Masnaghetti.
L’Associazione Produttori Moscato Canelli continua il suo lavoro di promozione e divulgazione della DOCG con una intera giornata nella sede torinese di AIS Piemonte, intitolata I Cru di Enogea: Canelli DOCG, le Zone e i vigneti.
L’evento è stato pensato per presentare la nuova cartografia curata da Alessandro Masnaghetti, con la mappa di Enogea destinata a raccontare caratteristiche, dimensioni e curiosità del territorio canellese.

La mappa rappresenta un momento fondamentale per l’approfondimento tecnico e la degustazione delle eccellenze del Canelli DOCG. È fondamentale per dare un’identità geografica definita e scientifica alla DOCG Canelli
«Masnaghetti ha disegnato tre areali che potrebbero avere caratteristiche ed evoluzioni diverse – commenta Gianmario Cerutti, presidente dell’Associazione Produttori Moscato Canelli-. Forse non avremo bisogno di MGA come il Barolo, ma le aziende che producono riserve hanno già iniziato a utilizzare i nomi di questi territori».

L’iniziativa, voluta dall’Associazione Produttori Moscato Canelli e dal Consorzio dell’Asti DOCG, contribuisce alla conoscenza e alla divulgazione di un territorio e di una tipologia di vino di notevole livello qualitativo.

«Abbiamo evidenziato unità geografiche e non menzioni ufficiali – racconta Alessandro Masnaghetti -, sono un elemento di recupero della memoria locale, ricostruite insieme agli stessi vignaioli. Sono nomi che non si ritrovano in bottiglia, perchè non ci sono vini di singolo vigneto. è il tessuto storico-culturale della zona».

«Il confronto con i produttori o con i semplici produttori di uve è determinante per essere più precisi nelle sfumature del racconto – continua -. Combinare e confrontare diverse fonti è una delle cose più importanti del lavoro, che è allo stesso tempo giornalistico e cartografico. Poi c’è il lavoro sul campo, quasi sempre da solo, perché soltanto così riesci a crearti delle sensazioni che poi cerchi di trasmettere nei testi».
La mappa Enogea può e deve diventare uno strumento strategico per il Consorzio e per i produttori. Identificare i vigneti e le zone significa indicare chiaramente dove si può fare qualità, permettendo a sommelier e comunicatori del vino di spiegare con precisione perché un Canelli DOCG nato in una specifica sottozona differisca da un altro.
L’EVENTO ALL’AIS PIEMONTE
Una sessione mattutina riservata a stampa e operatori del settore, intitolata La Scienza del Territorio, ha avuto come focus una presentazione tecnica seguita da una masterclass.

L’intervento di Alessandro Masnaghetti è un viaggio analitico attraverso i vigneti e le zone della DOCG per comprenderne l’anatomia, la geologia e le sfumature pedoclimatiche che rendono unico questa tipologia di moscato. La degustazione guidata è mirata a evidenziare le differenze territoriali emerse dallo studio.
La tipologia di Canelli che desta più interesse, anche per la potenzialità di affinamento nel tempo, è quella Riserva. «Nelle Riserve è il tempo trascorso in bottiglia e non quello in vasca a fare la differenza – afferma Gianmario Cerutti -. Se, poi, hai una vigna vecchia, allora è ancora meglio!».
La sessione pomeridiana e serale, aperta al pubblico con il titolo Il territorio nel calice, è stata caratterizzata dai banchi d’assaggio e dal confronto con i produttori.
In abbinamento i prodotti del progetto Rob-In, a cura del Consorzio di Tutela del Formaggio Roccaverano DOP.

LE AZIENDE IN CAMPO
Beppe Marino, Bocchino Giuseppe, Ca’ de Lion, Cantina Pianbello, Cascina Barisel, Cascina Cerutti, Cascina Fonda, Castello di Canelli, Coppo, Forteto della Luja, Gianni Doglia, Ghione Anna, L’Armangia, Marchesi di Barolo, Mario Torelli, Michele Chiarlo, Mongioia, Scagliola Giacomo, Tenuta Il Falchetto, Tenuta La Cova – Ca’ d’Gal, Tojo, Ugo Balocco.