Buonissima si congeda da Torino dopo cinque giorni di arte, bellezza e alta cucina


Si è conclusa la quinta edizione di Buonissima, che ha portato a Torino un pezzo del gotha della cucina internazionale. Il bilancio della manifestazione.

Forse è stata la migliore edizione di sempre.

Buonissima 2025 giunge al termine della sua settimana torinese dopo oltre 120 eventi diffusi, distribuiti su oltre 15 format gastronomici, con più di 70 location coinvolte.

La quinta edizione della kermesse ideata da Matteo Baronetto, Stefano Cavallito e Luca Iaccarino non ha soltanto portato nomi prestigiosi in città. È riuscita a coinvolgerli in un’atmosfera dove arte e bellezza hanno giocato a tris con la gastronomia di eccellenza.

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A distanza di cinque anni dalla prima edizione penso che Buonissima abbia trovato la sua strada: ricca ma equilibrata, solida ma curiosa. Un festival trasversale capace di far dialogare la piola con il ristorante stellato, i palazzi storici con il fine dining, i format ormai affermati con i grandi spazi cittadini.

Da un paio d’anni la collaborazione con ToBe Company aggiunge esperienza e capacità organizzativa ad una macchina che era in rodaggio e che, adesso, fila a pieni giri.

La scelta di servirsi di due affermati uffici stampa torinesi per la gestione di ospiti e giornalisti unisce la professionalità alla conoscenza delle persone e dei luoghi sul territorio, elementi fondamentali per aiutare a vivere una settimana così densa di iniziative di successo.

Dal 22 al 26 ottobre Torino è stata invasa da un pezzo del gotha della cucina internazionale. C’erano Ferran Adrià da Barcellona; Rasmus Munk con il suo Alchemist da Copenhagen; Jeremy Chan, bistellato all’Ikoyi di Londra; Josean Alija, una stella Michelin al Nerua del museo Guggenheim di Bilbao. 

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La consegna del premio Bob Noto a Alain Passard ha reso omaggio al talento dello chef di Arpège, tre stelle Michelin a Parigi.

È stata seguita da una felice merenda sinoira curata da sedici ristoranti aderenti al circuito Mangèbin, che hanno messo in tavola la propria interpretazione degli antipasti classici piemontesi.

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L’insalata russa di Celestino – Piobesi (To)

Donato Ascani, Giuseppe Iannotti, Michelangelo Mammoliti, Massimiliano Masciae Carlo Cracco hanno guidato una ricca pattuglia di italiani stellati: Alessandro Rossi, Raffaele De Mase, Enrico Marmo, Nicola Somma, Gabriele Bertolo, Davide Puleio, Alessandro Negrini, Fabio Pisani, Federico Zanasi e tanti altri.

Il pubblico ha potuto godersi talk, dibattiti, presentazioni e showcooking gratuiti in pieno centro, all’interno di una Casa Buonissima sempre esaurita nei posti.

Ospiti e giornalisti hanno potuto terminare le giornate insieme attraverso la novità della Buonissima Community, con Open Bar e DJ Set alla sera tardi. Molto interessante anche lo spazio presso Edit nel quale incontrare gli chef al lavoro, assaggiare qualcosa e fare due chiacchiere.

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L’anima dell’osteria ha trovato se stessa attraverso le venti osterie di Piolissima, con le acciughe al verde a fare da fil rouge fra le tante proposte.

Molto frequentate anche le cene a quattro mani, che hanno accostato uno chef ospite ad oltre venti ristoranti cittadini. Ho preso parte a quella del Galfer Bistrot, dove Giacomo Gagliardi ha ospitato Alessandro Rossi, una stella Michelin al Gabbiano 3.0 di Marina di Grosseto. Una serata nella quale gli chef hanno dato il meglio di sé e della quale scriverò nei prossimi giorni.

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Alessandro Rossi e Giacomo Gagliardi

All’interno di quel format è mancata una cena di punta come quella di Paolo Casagrande del Lasarte di Barcellona, lo scorso anno ospite di Nicola Batavia al Birichin. In assoluto è stata la mia miglior cena degli ultimi 12 mesi. L’occasione di vivere un’esperienza con un tristellato non è cosa da tutti i giorni e sarebbe qualcosa su cui puntare forte per la prossima edizione.

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Anche gli eventi che presentavano maggiore afflusso di pubblico, come Opening Dinner, Bistromania o Agnolotti & Friends, si sono svolti senza che le persone si accalcassero e valorizzando le location scelte.

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Jacopo Chieppa, chef di Equilibrio – Dolcedo (Im)

Chiusura il 26 ottobre con l’ormai consolidato Pranzo della domenica al Castello di Rivoli, nelle sale dell’ex Combal.Zero.

L’appuntamento, per il prossimo anno, è per la sesta edizione di Buonissima, dal 21 al 25 ottobre 2026.

Fabrizio Bellone