In viaggio con i vignaioli indipendenti del Piemonte – Parte prima


Terminata la tre giorni di Mercato dei Vini della FIVI resta la bella favola di chi, spesso in silenzio e lontano dai riflettori, sa produrre grandi vini.

Si sono ritrovati a Piacenza, come fanno ormai da oltre un decennio, per ricordare ai consumatori che un buon vino nasce sempre dalla terra. Sono i vignaioli indipendenti, ma sono in primo luogo coltivatori attenti al territorio in cui vivono e producono.

Erano 680 presenti a Piacenza Expo, oltre la metà degli associati alla FIVI. Ben 114 in arrivo dal Piemonte, con un patrimonio di biodiversità di suoli e di vitigni da fare invidia a tutti.

Il pubblico ha risposto con grande entusiasmo, staccando 20 mila biglietti nei tre giorni di Fiera. Un successo che ci ricorda quanta voglia di aggregazione e di confronto sia rimasta sopita troppo a lungo, una partecipazione che dimostra una volta di più quanto il vino sappia unire cuori e menti.

Suddivisi in maniera casuale nei due padiglioni espositivi hanno rinunciato in partenza ad una scontata collocazione regionale. Si sono mischiati tra loro, in modo che i winelovers non prendessero d’assalto solo gli stand di Piemonte e Toscana, ma scoprissero passo dopo passo realtà nuove e diverse. Lo hanno fatto perché i vignaioli si sentono tutti uguali tra loro. Ognuno coltiva la terra e la vigna, imbottiglia e gestisce le operazioni di vendita in prima persona.

Abbiamo visitato il mercato nella giornata conclusiva. Abbiamo ritrovato conferme e scoperto novità. È difficile scegliere quali vini raccontarvi, perché la qualità è davvero alta e nessuno dei nostri assaggi è stato deludente.

Tra le tante, eccovi tre storie, tre belle favole del vino. Ma dovrete avere la pazienza di leggerle nel prossimo pezzo…

continua…

Fabrizio Bellone