
Tenuta Ca’ Bella è un’azienda agricola biologica dalla filiera completa in provincia di Alessandria. Il racconto di una realtà aperta da due anni e delle sue incredibili potenzialità.
Dernice (Al) è un piccolo insediamento abitato lungo l’antica via del sale e conserva un centinaio di abitanti del migliaio che aveva ad inizio ‘900.
Il Comune include una decina di frazioni su un territorio piuttosto esteso della valle Curone, con un affaccio verso la val Borbera. Montébore, che dà il nome all’omonimo formaggio, è una di queste.

Altri due luoghi dello stesso territorio che meritano il viaggio sono la località Ca’ Bellaria, dove Marco e Luciana conducono la Foresteria La Merlina e frazione Ca’ Bella, dove Francesco e Francesca producono formaggi nella loro azienda agricola in conversione biologica.

Una gita alle Strette della Val Borbera e una cena con Marco e Luciana hanno allietato un mio viaggio di fine aprile.

Proprio loro mi hanno fatto scoprire Tenuta Ca’ Bella, perché la condivisione delle esperienze felici è un valore che sanno trasmettere solo le persone buone.
IL PROGETTO DI TENUTA CA’ BELLA
Frazione Ca’ Bella si chiama così perché qui c’era la dogana e si pagava la gabella. Io ci arrivo da Dernice, ma San Sebastiano Curone è più vicino e apre la via che, passando per Volpedo e Viguzzolo, scende a Tortona.
A settanta km. da Genova, cento da Milano e 130 da Torino in due anni è sorta e progredisce una giovane realtà caratterizzata dalla presenza di un’azienda agricola con 50 ettari di prati e boschi, ristorazione e agriturismo con camere e appartamenti.

Francesca ha tre figli da un precedente matrimonio. «Con Francesco ho cambiato vita per creare questa situazione – dice -, è una seconda opportunità per entrambi».
Lei lascia 30 anni di lavoro nell’odontoiatria, lui un ventennio di direzione di una scuola privata.

La famiglia di Francesco ha origini contadine, terra e agriturismo a Montegioco con salumi e allevamento da carne. Il suo focus era già la campagna ma se non fosse capitata la storia con Francesca questo posto non sarebbe nato.
Da La Capanna di Montegioco arrivano salumi e timorasso, «abbiamo trasportato qua il nostro modo di pensare e di lavorare» aggiunge Francesco.

Si chiamava Cascina, era una struttura magnifica ma vuota. «Una tristezza incredibile vedere un tale potenziale fermo» riflette Francesco.
Pian pianino stanno aggiungendo dei pezzi. «Penso che abbiamo trovato il modo giusto per far vivere una realtà come questa, partire dagli animali, dal pascolo, dal latte, trasformando soltanto quello prodotto da noi. Facciamo un prodotto unico, può piacere o no, ma è il nostro».

Elemento distintivo di questa realtà è la filiera completa, dai campi alla stalla, dai formaggi alla ristorazione.
L’azienda agricola è in conversione biologica, gli animali si nutrono con cibo da coltivazioni bio. «Per scaldare usiamo la caldaia con il legno dei nostri boschi e i pannelli solari» racconta Francesca.

Duecento pecore, ottanta vacche, una quindicina di capre, polli e galline. Pascolo e stalla, senza tenere animali da carne e dando precedenza a quelli da mungitura. Poi l’orto e venti box per cavalli.

Una vera fattoria didattica, con un recinto per lo svezzamento ed episodi curiosi come quello della chioccia che ha deciso di trasferirsi in stalla. I suoi pulcini girano felici tra gli altri animali.

L’AGRITURISMO
Due appartamenti e dodici camere, con una capienza massima di 40 posti letto.

Piscina e area benessere con idromassaggio, sauna e jacuzzi sono in fase avanzata di costruzione, con la prospettiva di averli operativi per l’estate.
«Non sarà una piscina da ingressi giornalieri – ammette Francesca -, la precedenza andrà agli ospiti che ci scelgono per stare tranquilli, con pacchetti legati alle camere da studiare strada facendo».

L’utenza è fatta di coppie, famiglie con bambini, turisti nordeuropei. C’è il turismo da shopping dell’outlet di Serravalle, ma anche ospiti che cercano una realtà incontaminata tra natura, animali, biciclette e trekking.
Passeggiate a cavallo e pony per bambini sono uno dei prossimi progetti da realizzare.
IL RISTORANTE
In cucina due giovani sorelle, Greta e Claudia, alla prima responsabilità da capo chef.
Menu alla carta con alcuni dei piatti piemontesi più tipici: agnolotti di stufato, tagliatelle al ragù, risotto al Montébore, arrosti, fonduta con i loro formaggi.

«Abbiamo voluto una sala da pranzo che esteticamente riflettesse un’immagine di casa, con i nostri mobili – dice Francesca -. Non superiamo i sessanta coperti, anche se ce ne starebbero di più, per non sovraccaricare la cucina».
Fresca e accogliente anche la taverna al piano interrato, pensata per eventi privati.

Aperto venerdì, sabato e domenica, in settimana su prenotazione.
I FORMAGGI
Alessio Pozzoli, responsabile della stalla, lavorava già qui con la precedente proprietà e con la chiusura era stato costretto a fare altre scelte.

«Tutti ci parlavano dell’Alessio, siamo andati a riprenderlo – racconta Francesca -. Aveva lasciato il cuore qui, lo abbiamo corteggiato ed è tornato sposando il nostro progetto».
Il Montébore è il prodotto principe.

Formaggio a latte misto vaccino e ovino, dalla caratteristica forma a torta nuziale, rappresenta la storia di queste vallate.
Alessio ha mano libera nella realizzazione di altri formaggi vaccini e di pecora, oltre a ricotta, crescenza, erborinati e yogurt.
I suoi pecorini, morbido e semicotto, hanno ottenuto dall’ONAF le medaglie di bronzo e d’argento al Festival dei Formaggi Piemontesi 2025 di Savigliano.

Vendita al dettaglio in cascina più qualche cliente di nicchia come gastronomie, ristoranti, piccole rivendite. No alla grande distribuzione.

DOVE
Tenuta Ca’ Bella
Frazione Ca’ Bella 1 – Dernice (Al)
tel. 0131786703 – 3343046150
Fabrizio Bellone