
Sotto i portici di corso vittorio Emanuele II a Torino, al posto della storica cioccolateria apre oggi Finarella, con la sua pizza sottile e croccante. Il racconto della nostra prova in anteprima.
Se siete per le pizze gourmet, o per quelle con il cornicione alto alla napoletana, cambiate strada. Ma se la pizza vi piace sottile, croccante e leggera allora Finarella potrebbe essere il posto che fa per voi.
Nel tratto di portici di corso vittorio Emanuele II, tra corso Re Umberto e corso Galileo Ferraris, Marco Bonomi inaugura oggi il suo nuovo locale: si chiama Finarella e sorge nello stesso luogo che i torinesi ricordano appartenere prima a Peyrano, poi alla pasticceria Gaudenti.

Ho avuto occasione di provarla in anteprima lunedì 18 maggio, ma sarà inaugurata oggi, martedì 19, a partire dalle ore 18.
«Ho scelto il nome Finarella perché in romanesco indica quel morso sottile e croccante che chiude con leggerezza, proprio come la nostra pizza – racconta Marco Bonomi –. La pizza romana rappresenta per me l’equilibrio perfetto tra semplicità e gusto. È un prodotto facile solo in apparenza: dietro ci sono tecnica, attenzione agli impasti, selezione delle farine e rispetto dei tempi di fermentazione».

Rispetto al luogo dove Finarella sorge e alla sua tipologia di proposta Bonomi aggiunge: «Torino è una città che sa accogliere le nuove idee senza dimenticare la propria storia. Ho voluto creare un luogo che fosse conviviale e autentico, ma anche curato nei minimi dettagli, proprio come la nostra pizza».
Il focus è la pizza romana, con impasto a bassissima idratazione, peso e coefficiente di elasticità decisamente inferiori a quello della classica napoletana: insieme alla presenza dell’olio sono tutte caratteristiche che esaltano la croccantezza del prodotto finale. Le farine sono italiane ed arrivano dal Mulino Fagioli.
IL LOCALE

Sono due ambienti, per circa 75 coperti. il primo è ampio e ha grandi vetrate che si affacciano al portici del corso; il secondo è rappresentato da un’accogliente e più intima saletta nel retro.
La progettazione degli interni è firmata da Stefano Cerruti di Bottega Studio Architetti (BSA), con un lavoro in equilibrio tra recupero storico e contemporaneità.
Alcuni arredi dello storico negozio Peyrano sono reinterpretati con funzione prevalentemente estetica e di design.
Interessanti gli interventi dedicati al soffitto, progettato come una struttura che integra correzione acustica, illuminazione, supporto agli impianti elettrici e di aerazione.
Il progetto grafico, sviluppato da Fionda, prevede alcune grandi sagome onomatopeiche scroc e crac, realizzate in materiale fonoassorbente.

DAL MENU
Si può partire con una piccola selezione di antipasti.
Il fiore di zucca ripieno di ricotta, provola e alici è grande e servito rovente, da fare attenzione al primo morso.
Il pan suisse con mortadella, puntarelle e crema di alici parte da uno sfogliato davvero ben realizzato, con l’aggiunta di ingredienti di ottima qualità.

Nel supplì al telefono la mozzarella si scioglie all’interno e diventa filante come il cavo di una vecchia cornetta telefonica.

In quello cacio e pepe la parte piccante si sposa con armonia a uno dei classici della romanità.
Tra le pizze la scelta va dalle semplici alle speciali.
La classica Margherita è golosa e risponde pienamente alle aspettative. La salsa di pomodoro è ottima, la pasta fa croc ad ogni morso.

Provola affumicata, patate e porchetta è una proposta ricca, gradevolmente grassa, avvolgente. Un omaggio ai sapori più autentici della tradizione romana.

Mi ha convinto meno la Cosacca, solo pomodoro, pecorino, origano e basilico. L’ho trovata più asciutta, forse un filo troppo cotta.

Chi preferisce un primo piatto può sbizzarrirsi tra alcune scelte iconiche del Lazio.
Il maritozzo è presente in versione salata con il ragù alla genovese, in chiave dolce con la panna.

I prezzi vanno dai 3-4 euro dei supplì ai 5,5-10 degli antipasti e ai 13 dei primi. Le pizze variano tra 7-13 euro.

DOVE
Finarella
Corso Vittorio Emanuele II, 76 – Torino
tel. 0112053301
Fabrizio Bellone