Nuove etichette e wine suites, Montalbera non sta ferma


In attesa del Vinitaly l’azienda di Franco Morando presenta due nuovi vini e propone l’intero Monferrato come «un territorio magnifico che ha ancora tantissimo da dire e da fare».

«Quest’anno abbiamo investito circa due milioni di euro solo sul sistema Monferrato, un ampliamento del concetto aziendale sull’incoming. Per me incoming è socio-azionismo, lavorare coesi, perché da soli non si va da nessuna parte. Significa lavorare con associazione ed enti turistici per mostrare un territorio magnifico che ha ancora tantissimo da dire e da fare».

È così che esordisce Franco Morando, titolare di Montalbera, all’apertura del pranzo stampa di presentazione delle sue due nuove etichette. A pochi giorni da Vinitaly Morando ribadisce anche l’importanza del massimo evento sul vino in Italia.

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«Mi auspico che Vinitaly continui a funzionare a 360° e che Verona Fiere prosegua a contribuire e a investire per far arrivare i grandi buyer, aumentando sempre più la valenza e l’importanza dell’evento».

Nella sala al primo piano di Bifrò a Torino, Montalbera svela in anteprima le due nuove etichette che rappresentano l’evoluzione della propria filosofia produttiva: il Ruchè Riserva Franco Morando e il Metodo Classico 140+1.

L’AZIENDA MONTALBERA

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L’Azienda Agricola Montalbera nasce agli inizi del XX secolo nel territorio tra Grana, Montemagno e Castagnole Monferrato. Le origini del nome sono probabilmente da ricercare tra il paesaggio alberato e le colline che circondano la tenuta.

È dalla metà degli anni ’80 che l’allora titolare Enrico Riccardo Morando comincia ad acquisire terreni e ad impiantare vigneti a Ruchè.

Oggi Montalbera è guidata da Franco Morando e afferma con orgoglio che circa il 60% del Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG e il 15% del Grignolino d’Asti DOC prodotto al mondo viene dalle sue cantine.

L’azienda si divide tra Monferrato e Langa con due diverse cantine.

In quella di Castagnole Monferrato le vigne coprono sei colline, con vigneti di 7-30 anni allevati a guyot basso. Prevale il ruchè, su 66 ettari, ma sono presenti barbera, grignolino e nebbiolo. Sono 110 ettari in un unico appezzamento, con accoglienza, sala degustazione, ristorante interno privato e wine shop.

La seconda cantina è in Regione San Carlo a Castiglione Tinella. È la terra natale del capostipite e si estende su 15 ettari in un unico appezzamento oltre i 400 metri s.l.m. coltivati prevalentemente a moscato, chardonnay e viognier.

LE WINE SUITES

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Quando Franco Morando parla di investimenti di incoming si riferisce al progetto di hospitality che culmina nella Montalbera 360° Experience.

Le quattro wine suites sono ubicate nel plesso della cantina di Castagnole, affacciate ai vigneti, con spazi interni tra i 35-50 mq.

 Fanno parte di un percorso che può includere la visita alla cantina, la degustazione dei vini, il relax nelle piscine del solarium o all’area benessere, i trekking a piedi o in bicicletta.

LA DEGUSTAZIONE DELLE NUOVE ETICHETTE

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Nino Falcone, enologo della casa, introduce giornalisti ed operatori alle nuove etichette.

«Questi due nuovi vini sono un percorso di idee e progetti, seguito da azioni concrete per realizzarli.  Siamo focalizzati sui vini rossi, ma la sfida oggi è adattarsi alle esigenze del mercato e alle richieste dei nuovi consumatori che amano i bianchi».

Metodo Classico Pas Dosé 140+1

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In passato l’azienda aveva già realizzato un’etichetta di spumante 120+1, adesso aumenta a 140. Il numero è riferito ai mesi trascorsi in rifermentazione sui lieviti, il +1 rappresenta il giorno dedicato alla degustazione e alla definizione del blend finale.

Non è un’etichetta millesimata, ma si riferisce all’annata 2009. Esce in tremila bottiglie e qualche magnum.

«il 140+1 vuole arricchire la nostra proposta – esordisce Nino Falcone -. È una bollicina molto tecnica, che ci permette di accostarla come sfida emozionale anche ad abbinamenti più particolari e, magari, talvolta più azzardati. Un vino gourmet che esalta appieno la varietà con cui è realizzato e il piatto che accompagna».

I vini base derivano da mosti di prima spremitura. La fermentazione alcolica avviene in piccole botti di rovere, dove rimane sei mesi, svolgendo anche la fermentazione malolattica. Dopo oltre undici anni di rifermentazione in vetro viene sboccato senza alcun dosaggio finale.

È un pinot nero in purezza di bella freschezza, buona lunghezza di bocca, bei sapori. Visivamente mi appare scarso nel perlage, è molto fine al naso e al palato e abbastanza cremoso. Molto buono.

Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG Riserva Franco Morando

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La nuova etichetta di ruchè è dedicata all’attuale titolare e risponde ai suoi gusti personali in tema di vino.

«La Riserva Franco Morando guarda al gusto internazionale fuori Europa – ammette Nino Falcone -. Un ruchè per un consumatore anglosassone, abituato ad un legno più presente, ad una struttura più importante, con un invecchiamento più lungo. Un vino longevo e rappresentativo della nostra azienda nel tempo».

Nasce da una selezione dei vigneti storici aziendali, con un massimo di 60 quintali per ettaro. Vinificazione tradizionale con lunga macerazione sulle bucce. Affinamento di 18 mesi in barrique e tonneaux di rovere francese, austriaco e di Slavonia, di primo passaggio ed elevata tostatura. Nessuna stabilizzazione tartarica.

Di colore rubino intenso e cupo, il millesimo 2023 al momento è molto coperto dal legno, che gli dà un’impronta forte e piuttosto caratterizzata. Al naso comincia chiuso, poi si apre poco alla volta in ampiezza. Al palato manca del giusto equilibrio, ma andrà valutato nel corso del tempo.

Sono 1800 bottiglie di grande corpo e potenza, già tutte contingentate. L’idea è quella di fare un grande rosso piemontese da invecchiamento.

GLI ALTRI VINI

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Alta Langa DOCG Pas Dosé

Da uve chardonnay e pinot nero affinate tre anni sui lieviti. È beverino, adatto soprattutto al momento dell’aperitivo, ma può reggere bene anche per parte della cena. Ha bei sentori fruttati e la giusta acidità.

Nizza DOCG LA MIA NUDA

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Assaggio la vendemmia 2022 e ne apprezzo le note di frutta scura, la dolcezza al palato e la buona combinazione con il legno. Invecchia 10-15 mesi in barrique di rovere che non spingono troppo. È morbida, opulenta, di quelle che amano farsi piacere.

Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG LACCENTO

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È una delle etichette cult di chi ama il mondo Montalbera. La principale caratteristica del vino risiede nella doppia vendemmia, per garantire al 20% dell’uva di fare surmaturazione in pianta.

Nell’annata 2024 si rivela elegante, morbido, molto diverso dalle riserve anche perché realizzato esclusivamente in acciaio. Il frutto pulito è la sua forza principale, la produzione in centomila esemplari testimonia come la quantità possa dialogare con la qualità.

È sicuramente un vino gastronomico, con 3gr/l di residuo zuccherino.

Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG Riserva Il Fondatore

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La prima nata tra le riserve aziendali è dedicata a Enrico Riccardo Morando.

Da una vigna singola vicino alla cantina, segue una vinificazione tradizionale e la maturazione di almeno un anno in botte grande di rovere austriaco.

Se la riserva Franco Morando privilegia la potenza, qui c’è tutta l’eleganza di cui il vitigno è capace.

Il millesimo 2023 ha naso profondo, equilibrato, con evidenza di piccoli frutti rossi e spezie dolci. La bassa acidità naturale del vitigno si combina con un tannino levigato e una piacevole presenza dolce. È opulento, ricco, ma dotato di buona finezza.

Nonostante il caldo estremo dell’annata, che ha richiesto una vendemmia notturna, il tenore alcolico al 15% non si percepisce come un disturbo nel calice, ma connota positivamente un prodotto di ottima fattura.

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DOVE

Castagnole Monferrato – Cantina e Vigneti

Via Montalbera,1 – 14030 Castagnole Monferrato (AT)

Castiglione Tinella – Vigneti

Frazione San Carlo – 12053 – Castiglione Tinella (CN)

www.montalbera.it

Fabrizio Bellone