
Il racconto di una degustazione orizzontale delle etichette dell’azienda Marco e Vittorio Adriano. Sauvignon Blanc, Nebbiolo e Barbaresco 2014 riscattano le perplessità e i pregiudizi che troppo spesso marchiano un’annata prima del tempo.
Ancora prima che si raccogliesse l’uva l’opinione pubblica aveva già deciso: la vendemmia 2014 sarà un disastro.
Molti produttori avevano iniziato a lamentarsi e a mettere le mani avanti tra inverno e primavera, il caldo sembrava non volesse venire. I giornali raccoglievano i pezzi e presentavano il conto: 2014, annata grama.
Per dare il giusto risalto alla propria vendemmia 2014 l’azienda Marco e Vittorio Adriano ha deciso di organizzare una degustazione orizzontale di cinque vini nati nelle loro vigne in quell’annata. A dieci anni di distanza da allora e ad altri venti dalla prima vinificazione aziendale del 1994.

La cantina festeggia quest’anno i suoi primi trent’anni, tre decenni di passione e dedizione al vino a conduzione famigliare. Dall’alluvione del 1994, alla pioggia continua del 2014, ai continui rovesci primaverili del 2024 e a quell’estate che pareva non voler mai arrivare.

La famiglia Adriano è da sempre a San Rocco Seno d’Elvio, frazione collinare di Alba. Prima come azienda agricola, convertita da Marco e Vittorio alla viticoltura ad inizio anni novanta.

«La 2014 è stata la mia prima vendemmia, appena terminato il liceo – racconta Michela Adriano -. Mi chiedevo come si potessero giudicare i vini prima ancora di raccogliere l’uva. La nostra era sanissima, al punto che abbiamo deciso di fare una Riserva del Barbaresco Basarin. Non una sfida, forse una provocazione, certamente la certezza di avere di fronte uve mature al punto giusto, in grado di far parlare il vino a tempo debito».
Prosegue Michela: «Questi dieci anni mi hanno dato modo di capire i sacrifici e il lavoro che è stato fatto in passato. Non puoi tenere tutto sotto controllo, un buon 30% dipende dal cielo e da altri fattori. Fa parte del gioco, rende alcune annate più difficili e evidenzia la tenacia e la bravura del vignaiolo».

Questa è terra di Barbaresco e quelli dell’azienda Adriano hanno lo stesso imprinting: vinificazione in acciaio, 25 giorni di macerazione a contatto con le bucce, dodici mesi in botti grandi, altri sei mesi in acciaio seguiti dal riposo in bottiglia. Spiega Michela: «Ci piace mostrare ed esaltare le diverse caratteristiche dei vigneti, così non facciamo differenze di vinificazione o di affinamento in cantina tra Sanadaive e Basarin. Al profilo olfattivo e gustativo risultano diversi per via del terreno, dell’esposizione e del microclima. Uno più esile ed estivo, l’altro più complesso e strutturato».

Michela crede fortemente anche nell’Ardì, il suo Moscato secco che ho degustato a inizio giugno durante Sbarbatelle. «Crediamo nei vitigni che fanno tribolare, le sfide sono sempre divertenti. Il Moscato secco si adatta bene a giocare con gli abbinamenti. Più sta lì, meglio è, perché smorza la parte aromatica dolciastra».

Le sfide continuano a Neive, dove la famiglia Adriano ha piantato una nuova vigna in Bric Micca. «Lassù siamo a 400 metri slm, in una zona geologica che comprende sia le formazioni di Lequio, sia le marne di Sant’Agata. La vigna è di aprile, nuovissima. Bisognerà attendere qualche anno prima che vada in produzione. Abbiamo tre vitigni: Nebbiolo, Moscato e Pinot Nero».

Nel corso della presentazione c’è grande commozione quando Michela Adriano proietta un video di dieci anni fa, con suo padre Vittorio intento a raccogliere il Basarin 2014 e a dichiarare «devo dire che sono sorpreso di vendemmiare dell’uva così bella, sana, matura al punto giusto. Abbiamo avuto un’estate difficile con un luglio piovoso, però ad agosto le condizioni sono cambiate e da Ferragosto in poi il clima è stato favorevole, con un settembre molto bello che ci ha permesso in quest’area di essere fortunati e arrivare in vendemmia con un’uva molto bella. Avremo la possibilità di arrivare ad una vendemmia ottima, che ci darà ottimi vini. Sono molto contento e soddisfatto del lavoro fatto in quest’annata».

Una testimonianza che ascoltata oggi, a poco più di due anni di distanza dalla sua improvvisa perdita, ha ancora più valore.
LA DEGUSTAZIONE ORIZZONTALE DEL 2014

In occasione dei festeggiamenti per i suoi primi trent’anni di vinificazione la famiglia Adriano ha organizzato un evento speciale dedicato agli operatori del settore.
Un percorso enogastronomico in cantina, seguito da una degustazione orizzontale dell’annata 2014, con cinque diversi vini.
LANGHE SAUVIGNON BASARICO’ 2014

Questo sauvignon blanc accompagna l’azienda dal 1994 ed è la bottiglia più sorprendente della batteria. Piantato a fondo collina in zona fredda e umida, nel 2014 racconta bene la longevità della Langa. Il vino è connotato da un bel colore giallo paglierino carico e fa onore al termine basaricò, che indica i sentori della foglia di basilico, così netti e distintivi se lo lasci aprirsi poco per volta nel bicchiere. È fresco, sapido, ricco, complesso. Persino relativamente giovane, se non si guardasse all’etichetta, con ancora un discreto futuro davanti a sé.
LANGHE NEBBIOLO 2014

Impatto, freschezza, solo acciaio. Uno stile immediato, giocato sulla semplicità, per farlo consumare giovane. Eppure in questo caso ha saputo destreggiarsi discretamente bene nel corso del tempo. Ti porta a chiederti se davvero il legno è imprescindibile per fare un vino che sappia reggere l’usura degli anni. Questo 2014 è austero, ma mantiene frutto e acidità e si beve bene anche oggi.
BARBARESCO SANADAIVE 2014

Sanadaive significa Seno d’Elvio e questo, in arrivo dalle Rocche Massalupo, è il primo e unico Barbaresco aziendale fino al 2000. Il vigneto è esposto a sud-ovest, nel territorio di Treiso, accarezzato da un vento laterale che arriva da una vallata fresca. Geologicamente qui ci sono le formazioni di Lequio, i terreni più antichi, quelli emersi per primi dal mare che si ritirava verso il Tanaro di oggi lasciando depositi di strati sabbiosi e argillosi con poco limo. Il vino ha colore rubino tendente al porpora. Al naso è agile e ha perso un po’ l’intensità del frutto, che resta però integro e piacevole. In bocca è delicatamente minerale, con note balsamiche e finale fresco.
BARBARESCO BASARIN 2014

Prima vendemmia nel 2000. Arriva da una vigna a grande pendenza nel comune di Neive, esposta a sud-est. Di fronte c’è una vallata molto aperta che porta il vento di mare. È zona calda, d’impatto, geologicamente caratterizzata dalle marne di Sant’Agata, che hanno lasciato depositi omogenei, con molto limo e argilla. Il vino ha colore rubino scuro, compatto, con qualche piccola traccia di deposito nel bicchiere. È pulito, netto nella presenza del frutto macerato nell’alcol, stimolante nel suo corredo speziato. È complesso, strutturato, con bella evidenza di tannino.
BARBARESCO BASARIN RISERVA 2014

Quanti saranno i produttori che hanno scelto di fare una riserva in questo millesimo? Nata forse per provocazione, ma con la certezza di avere tra le mani grappoli sani, esce sul mercato tre anni dopo la riserva 2015 e segue persino la mitica annata 2016. È il vino simbolo dei vent’anni di vinificazione aziendale, realizzato con un’etichetta celebrativa in occasione dei festeggiamenti del trentennale. Vinificazione in acciaio, trenta giorni di macerazione a contatto con le bucce, diciotto mesi in botti grandi e lunghissimo riposo in vetro. Ha colore rubino tendente al granato e naso pulito dal bel fruttato di prugna. È giovanissimo, con grande freschezza e già in buon equilibrio. È persistente e farà parlare di sé tra i pochi fortunati che riusciranno ad assaggiarlo, visto che è prodotto in sole 500 bottiglie e cento magnum.

DOVE
Marco e Vittorio Adriano
frazione San Rocco Seno d’Elvio 13A – Alba (Cn)
0173362294
Fabrizio Bellone