
La Cantina Cooperativa Vinchio Vaglio è un punto di riferimento per i coltivatori del Monferrato astigiano. Le ultime iniziative per i winelovers e tre etichette estive tutte da bere.
Tra queste campagne immerse nel Monferrato astigiano coltivare la vite è sempre costato fatica doppia, per colpa di una terra magra, dalle pendenze accentuate e circondata dai boschi. Lavoro duro e remunerazione scarsa, sempre dipendente dai più potenti che imponevano il prezzo delle uve.
Non deve essere stato facile ipotizzare di cooperare per i coltivatori di due comuni come Vinchio e Vaglio, limitrofi e da sempre rivali tra loro. Lavorare insieme per un fine comune ha, però, permesso di salvare vigneti che rischiavano l’abbandono di fronte alle difficoltà di presentarsi competitivi sul mercato.
La nuova opportunità si presenta nel 1959, quando 19 soci fondatori danno vita alla Cantina Cooperativa Vinchio Vaglio, costruendo in prima persona l’edificio dal quale tutto ha inizio.

La struttura prende corpo proprio sul confine tra i due comuni, con l’intenzione di rappresentare l’intero territorio.
È curioso notare come tuttora permanga una regola codificata dallo Statuto del ’59: se il presidente (Lorenzo Giordano) è di Vinchio, il vice (Cristiano Fornaro) sarà di Vaglio. E viceversa. Quella che agli inizi poteva essere vista come una contrapposizione diventa un rapporto di collaborazione chiaro, aperto, definito.
Sono colline meravigliose, dal 2014 riconosciute Patrimonio Unesco, a ridosso dei 230 ettari della Riserva naturale della Val Sarmassa. Un tempo coperte dal mare, sono caratterizzate dalla presenza di fossili del Pliocene e ricche di varietà floro-faunistiche.

In questi luoghi la Cantina ha realizzato accoglienti nidi di salice intrecciato a mano che proteggono tavoli da picnic sui quali consumare il pasto degustando uno dei tanti vini in vendita. Il sentiero dei Nidi passa per il bosco attiguo alla cantina e gode delle istallazioni dell’artista Giancarlo Ferraris e di un giardino di erbe aromatiche.
Era stato lo scrittore Davide Lajolo a dichiarare Vinchio è il mio Nido. Oggi i nidi sono il simbolo di quell’accoglienza familiare che l’azienda vuole offrire. Un’idea concreta, fruibile da tutti i visitatori.
I NUMERI DI VINCHIO VAGLIO

La Cantina Cooperativa Vinchio Vaglio si propone oggi come un modello di eccellenza vitivinicola.
Attualmente i soci conferitori sono 193, con circa 500 ettari vitati, due terzi dei quali coltivati a Barbera. Sono proprietari di piccoli appezzamenti di vigneto, in media 2,5 ha a testa, per i quali la via cooperativa rappresenta l’unica risorsa di coltivazione e vendita sostenibile.
La produzione si attesta sulle 830 mila bottiglie, con un fatturato di 11,5 milioni di euro.
La Cantina vende prevalentemente in Italia, con un 10% di estero.
Il numero che maggiormente impressiona riguarda il bag in box. Qui il totale delle vendite supera i 31 mila hl, equivalenti ad oltre 4 milioni di bottiglie.
La Cooperativa gode della certificazione Equalitas, riconoscimento che Valoritalia attribuisce alla sostenibilità ambientale, economica e sociale.
IL PROGETTO VIGNE VECCHIE

In controtendenza rispetto alle scelte agronomiche del resto d’Italia nella seconda metà degli anni ’80 nasce il progetto Vigne Vecchie, con l’intenzione di salvaguardare il patrimonio storico dei vigneti più longevi e di realizzare una Barbera di assoluta qualità.
Invecchiando una vigna tende a produrre sempre meno. Per questo motivo quarant’anni fa la tendenza nazionale era quella di sostituirle con nuovi impianti maggiormente produttivi.
È l’enologo Giuliano Noè a ideare il progetto.
L’idea di partenza è quella di selezionare vigneti con oltre 50 anni di età e posti nelle posizioni più vocate.
Il secondo pilastro è convincere i viticoltori a mantenere in vita quelle risorse che sembrano diventate ostacoli. Se quella vigna produce meno uva, è necessario garantire in partenza un prezzo più alto al contadino. Saranno i soci stessi a fissare il prezzo. In cambio la Cantina Cooperativa affianca il viticoltore nella gestione del vigneto, con un programma che mira alla qualità.
Il progetto Vigne Vecchie nasce nel 1986, con prima vendemmia l’anno successivo come vino da tavola.
Si procede ad una selezione delle uve migliori dei vigneti ammessi al progetto, praticamente tutti su terreni con sabbie bianche.

La vendemmia si svolge al mattino utilizzando cassette traforate per preservare l’integrità dell’acino. Le uve, scaricate a mano, sono consegnate nel pomeriggio per mantenere i grappoli nelle migliori condizioni per l’avvio della vinificazione.
Dopo la diraspatura e pigiatura delle uve il mosto viene trasferito in vinificatori orizzontali a temperatura controllata. La fermentazione alcolica con macerazione sulle bucce dura una decina di giorni, alla ricerca del rilascio graduale del colore e dei profumi. Si fa un’unica massa ed una sola fermentazione.
La fermentazione malolattica avviene in vasche inox, poi il vino passa per la maggior parte in barriques e per la restante in tonneaux da 500 litri per circa 14 mesi.
Ogni due mesi si verifica in cantina l’evoluzione e l’interscambio tra legno e vino attraverso appositi assaggi. Nel caso si scartano le barriques che non soddisfano appieno.
La maturazione si avvale principalmente di legno nuovo, o di secondo passaggio. Prima di affinare almeno ancora un anno in bottiglia il vino sosta circa un mese in vasche di cemento.
Attualmente la Cantina ne produce circa 80 mila bottiglie ogni anno.
Dal 2009, in occasione del 50° compleanno della Cantina, ne esiste una seconda versione. Niente legno, per esaltare frutto e acidità della Barbera giovane.
TRE VINI PER L’ESTATE

Sono tante le etichette interessanti prodotte in cooperazione.
A fare la parte del leone è la Barbera, declinata in tutto lo spettro della sua piramide di qualità.
Volendo pensare a tre vini adatti alle belle e calde serate estive la scelta cade su altrettanti prodotti di grande interesse per il rapporto prezzo-qualità: una bollicina, un bianco da uve alloctone e un rosso tradizionale del territorio.
I prezzi indicati sono riferiti alla vendita online
Alta Langa DOCG Metodo Classico Brut 2021

È uno dei prodotti più nuovi della Cantina, che ha cominciato a raccogliere le uve di pinot nero e chardonnay nel 2016 per la prima uscita nel 2020.
Il Brut 2021 viene da terreni calcareo-sabbiosi intorno ai 300 metri s.l.m. ed è alla seconda edizione.
Il vino passa in vasche d’acciaio su fecce nobili per sette mesi, poi rifermenta in bottiglia sui lieviti per 40 mesi.
Il colore è giallo paglierino, con perlage abbastanza fitto e persistente.
Al naso è floreale, con i classici sentori di crosta di pane. Al palato ha freschezza e sapidità, ma anche la giusta dose di avvolgenza.
Da provare con un’intera cena a base di pesce.
Costa € 19,90, che diventano 45 in formato magnum.
Piemonte DOC Viognier Lipiai 2024

In Langa Marziano Abbona e Mauro Sebaste hanno sdoganato il viognier da tanti anni; in Monferrato questo ceppo in arrivo dal Rodano si sta facendo strada con alcune interpretazioni che meritano di essere seguite.
Nonostante il vitigno sappia reggere bene l’invecchiamento, la proposta di Vinchio Vaglio mira ad un bianco da consumare giovane.
Fermentazione alcolica in acciaio, affinamento in cemento per cinque mesi più altri tre di bottiglia prima di entrare in commercio.
Floreale e agrumato, con un tocco di salinità che si fa apprezzare nelle serate estive. L’ho provato con soddisfazione sugli spaghetti pomodoro e basilico e sulle verdure ripiene.
Prende il nome da una collina così chiamata perché i ragazzi ci andavano a giocare alla lippa.
Costa € 6,90.
Piemonte DOC Grignolino Le Nocche 2024

Perché non si dovrebbe bere un vino rosso d’estate? L’importante è scegliere bene il vino e la temperatura di servizio.
Il Grignolino della Cooperativa arriva dalla frazione Le Nocche, a 250 metri s.l.m., con terreno argilloso e sabbioso.
Quattro giorni di macerazione durante la fermentazione alcolica, con eliminazione dei vinaccioli nel secondo giorno. Fa la malolattica e riposa sei mesi in acciaio.
L’ho bevuto a 15° di temperatura e mi sono goduto il frutto, ma anche i sentori di rosa e di pepe bianco. Sul carpione era perfetto.
Costa € 6,50.
FERMENTO – Notte prima della Vendemmia

Un’ottima occasione per visitare la Cantina si presenta sabato 30 agosto.
In quella circostanza Vinchio Vaglio organizza un evento dal titolo FERMENTO – Notte prima della Vendemmia.
Vini, cocktail con gli spirits della casa, street food di territorio e dj set nel giardino.
Orario: 18.30 – 01.00

DOVE
Cantina Cooperativa Vinchio Vaglio
Regione San Pancrazio 1 – Vinchio (At)
tel. 0141950903
Fabrizio Bellone