
Si conclude oggi il viaggio di Zipnews attraverso gli assaggi fatti nella due giorni di Grandi Langhe alle OGR. Ultimo episodio, le denominazioni del Piemonte.
Grandi Langhe è l’evento annuale voluto dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani con il Consorzio di Tutela Roero e in collaborazione con PiemonteLand of Wine.
L’edizione 2025 ha visto alle OGR Torino tremila etichette delle DOC e DOCG piemontesi, cinquecento cantine e oltre cinquemila presenze tra operatori e stampa specializzata.
Nei giorni scorsi ne ho scritto QUI.
Oggi si conclude il viaggio in tre episodi di Zipnews alla scoperta dei migliori assaggi delle diverse denominazioni.
Qui le due puntate precedenti, protagonisti Barbaresco e Barolo.
TERZA PUNTATA – VINI E VITIGNI DEL PIEMONTE

Manca sicuramente qualcosa, forse anche tanto. Ma con tremila etichette in due giorni si fa quello che si può.
In questo elenco, in rigoroso ordine alfabetico, quindici bottiglie rappresentative di alcune delle denominazioni più interessanti del Piemonte.
Sono vini di differenti terroirs che meritano un viaggio per andare a vedere dove nascono e per assaggiarli dove riposano ogni giorno.
Punteggi di gradimento da 1 a 5, con 5 che rappresenta il valore più elevato.
Alta Langa Pas Dosé 2020 – Garesio

Un pas dosé con il carattere e la struttura del pinot nero, che nasce su un terreno calcareo in grado di spingere mineralità e sapidità. È realizzato in ottomila esemplari a partire dal mosto fiore, con rese molto basse. I 36 mesi di affinamento sui lieviti lo rendono pieno e persistente, con la giusta morbidezza. Da 1 a 5: 4
Barbera d’Asti Superiore 2021 – Emanuele Gambino

Chi ama trovare frutto e freschezza nella Barbera qui va sul sicuro. Questa espressione di Barbera d’Asti Superiore è croccante, con bella acidità e interessante struttura. Riposa diciotto mesi in botti grandi. Da 1 a 5: 4,5
Colli Tortonesi Timorasso Santacroce 2023 – La Colombera

Dove un tempo c’era una vecchia cava di calce oggi arriva l’ultimo timorasso di Elisa Semino. Il terreno calcareo dona grande sapidità. Al palato è avvolgente, quasi opulento, ma resta fine al gusto. Affina per metà in tonneaux e per metà in acciaio. Ottimo. Da 1 a 5: 5-
Dolcetto d’Alba 2023 – Diego e Damiano Barale

Da una vigna vecchia nel comune di Monforte, piantata dal nonno di Diego e Damiano, arriva un Dolcetto schietto e dal frutto pulito. Esposizione ad est, sotto al bosco a San Giovanni, uno degli ultimi rimasti a dare sollievo dal sole. Nove giorni di fermentazione, nessuna macerazione, solo acciaio. Si fa bere proprio bene. Da 1 a 5: 4
Ghemme Vigna Pelizzane 2016 – Torraccia del Piantavigna

Elegantemente fruttato, sapido e molto persistente. Un Ghemme notevole per struttura e piacevolezza. Ogni volta che lo assaggio ho la conferma che l’Alto Piemonte sa dare nebbioli di grande qualità. Da 1 a 5: 4+
Grignolino d’Asti Luigi 2023 – Gozzelino Sergio

Tre ettari di grignolino a raccolta tardiva, molto colorato, affinato solo in acciaio e lasciato a riposare un anno in più in vetro. Al naso è franco nei sentori netti e puliti di fragola. L’acidità è contenuta, il tannino presente ma non astringente. Una via personale al Grignolino, che si apre al frutto poco per volta mentre sta nel bicchiere. Da 1 a 5: 4
Langhe Riesling Herzu 2023 – Ettore Germano

Quando nel 2004 è uscito con le prime 300 bottiglie per Sergio Germano forse si trattava solo di curiosità. Da anni, invece, l’Herzu è diventato un riferimento per tutti quelli che vogliono approcciarsi al riesling di eccellenza in langa. Questo millesimo è agrumato, con le zeste di limone che lo caratterizzano da subito. Evolverà nel mondo degli idrocarburi, alla grande, come sempre. Da 1 a 5: 5
Langhe Nascetta Conna 2023 – Marco Capra

L’escursione termica dovuta all’esposizione nord e ai 500 metri di altitudine dona aromaticità a questa Nascetta un po’ fuori dalle zone consuete. Ha acidità elevata per via del blocco della maturazione che le uve hanno subito a causa del caldo. L’affinamento sulle fecce fini di chardonnay aggiunge finezza. È troppo giovane per essere goduta in pieno, ha bisogno di tempo. Ma quella del 2017 che ho assaggiato a dicembre era impressionante. Da 1 a 5: 3,5/4
Langhe Rosso Harys 2022 – Gillardi

Quel Syrah al contrario di Giacolino Gillardi viene dalle colline sopra Farigliano. Il colore è violaceo, compatto, denso, impenetrabile. Il naso si apre poco per volta alle sensazioni fruttate, poi ad un ricco bouquet di erbe aromatiche e spezie dolci. Affina diciotto mesi in barriques usate. Da anni è un vino cult di una parte di Langa che merita di essere più conosciuta. Da 1 a 5: 4+
Monferrato Bianco Nimphae 2023 – Tenuta Montemagno

L’aromaticità del sauvignon unita alla potenza del timorasso sono all’origine di questa bella espressione di Monferrato bianco. Tra i due comanda il sauvignon, presente per il 60%. Sono assemblati in acciaio e il connubio funziona davvero bene. Ottimo il rapporto qualità/prezzo. Da 1 a 5: 4,5
Roero Arneis Bricco delle Passere Riserva 2022 – Tibaldi

Deriva dalla vigna più vecchia, esposta a nord-est sopra la cantina nella zona di Pocapaglia. Qualche ora di macerazione sulle bucce, poi un anno di affinamento in acciaio sulle fecce nobili. Si presenta agrumato, con note balsamiche in formazione ed evoluzione. È posato, rotondo, davvero buono. Da 1 a 5: 4
Roero Arneis Renesio Incisa Riserva 2020 – Monchiero Carbone

Una riserva che matura per il 30% in acciaio, per il 70% in diversi contenitori: botte grande, barrique, legno di acacia. Nove mesi di affinamento complessivo, poi quattro lunghi anni di vetro. Il colore è un giallo paglierino limpido e luminoso. Il profilo olfattivo è scandito dalla frutta candita e da note delicatamente dolci. Ha ottimo equilibrio di bocca, con il legno a segnare la strada. Notevole. Da 1 a 5: 4,5/5
Roero Valmaggiore Audinaggio 2022 – Cascina Ca’ Rossa

Ho una predilezione per alcune tipologie di nebbiolo del Roero, soprattutto per quelle più gentili e profumate come questa espressione di Valmaggiore. È fruttato e piacevolmente fresco. Affina in botte grande. Da 1 a 5: 4-
Roero Bric Bossola Riserva 2020 – Taliano Michele

Tra i tanti vini della cantina mi trovo quasi sempre a preferire questa espressione di Roero. È giocato sul frutto e sulle spezie, è gentile nel tannino che si caratterizza per la finezza. Il 70% della massa affina in botte grande, il restante 30% in barrique. Da 1 a 4: 4+
Verduno Pelaverga 2023 – Reverdito

La 2023 di Reverdito si conferma una delle migliori bottiglie di Pelaverga in circolazione. Colore rubino appena scarico con sfumature granata. Floreale e pulita al naso, all’assaggio è netta e dotata di sfumature erbacee e balsamiche in abbondanza. Finisce sapida e di buona persistenza. Ottima. Da 1 a 5: 4,5
Fabrizio Bellone