Weekend gourmet a Prato Nevoso con la cucina stellata di Liguria e Piemonte


Si chiama Gusto Montagna la rassegna che porta alcuni tra gli chef più affermati delle due regioni in alta val Maudagna.

Amo Prato Nevoso da quando è nata, tra la fine degli anni ’60 e l’avvio dei ‘70. Dal nulla, tra gli alpeggi del Raschera e le pendici del Mondolè, veniva alla luce poco per volta una località montana del tutto diversa da quelle che avrei conosciuto. Le case sorgevano una dopo l’altra esclusivamente sul lato a monte della strada che saliva verso il colle del Prel e monte Moro, tutte con vista verso il sole e il monte del lago.

Oggi Prato Nevoso non è più la stessa, nel bene e nel male. Non è più la località pensata per la media borghesia, non è ancora quella del turismo di massa e magari non lo sarà mai.

Ci sarebbe un lungo discorso da affrontare, che riguarderebbe l’offerta turistica, il rispetto dell’ambiente, il target cliente individuato. Un’altra volta.

A me restano tanti bei ricordi e la consapevolezza che quando vengono organizzate iniziative di grande qualità ho sempre piacere di sottolinearle.

Già da alcuni anni la Prato Nevoso Ski organizza questa rassegna che porta in quota gli chef stellati. Riuscire a fare Gusto Montagna anche durante la pandemia aumenta il valore dell’iniziativa.

Chi si è guadagnato una o più stelle Michelin accetta di proporre la propria cucina soltanto nei posti che possono valorizzarla. L’aspettativa dei commensali rischia di essere delusa se le strutture del ristorante di appoggio non sono adeguate. Troppe volte capita che lo chef famoso sia costretto ad effettuare la maggioranza delle preparazioni a casa propria, presentando così una cena confezionata altrove per non correre il rischio di trovare in loco logistica o attrezzature non adeguate alla qualità con la quale convive.

Qui sta il merito della Prato Nevoso. Aver ristrutturato e curato baite di montagna dove un tempo si poteva a malapena mangiare un panino freddo. Oggi allo Chalet Il Rosso cucina abitualmente Antonio Ietto, Ezzelino per tutti. Un nome che ha fatto la storia gastronomica di Mondovì e la fortuna di quel gioiello gourmet che aveva creato all’interno del Miramonti di Frabosa Soprana.

Ezzelino che cucina in cima ad una montagna è un valore aggiunto per Prato Nevoso. Immagino che quel nome sia anche una garanzia in più per stimolare i colleghi a collaborare. Perché la qualità non sta nella stella assegnata, ma nei piatti che possono essere replicati senza perdere anima e sapore.

Sono tre le cene nel programma di Gusto Montagna. Spaziano tra Liguria e Piemonte, esattamente come la clientela abituale della valle.

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La pista del Verde, a lato dell’omonima baita

Venerdì 28 gennaio si comincia alla Baita del Verde con il Vescovado di Noli, una stella Michelin. Lo chef Giuseppe Ricchebuono propone: aperitivo di benvenuto; ceviche di dentice del mar ligure, cipollotti e mele; tacos di gamberi, carciofi di Albenga e maionese di agrumi; il “mio” riso ai frutti di mare; baccalà in confit di olio extravergine, panisetta, cavoli neri e cachi; pera, noci e zafferano; piccola pasticceria con il caffè.

Seconda serata domenica 30 gennaio allo Chalet il Rosso. Ai 1928 metri della cima Alpet sarete sotto un cielo di stelle, compresa quella di Maurilio Garola e Marco Lombardo della Ciau del Tornavento di Treiso. Dopo la salita con la modernissima cabinovia troverete ad attendervi: aperitivo di benvenuto e gamberi di Sanremo impanati nella tonda gentile; ossobuco, tartare di ricciola, wasabi; cappuccino di seppie al nero, fondente di patate, cialda di enkir; risotto agli agrumi, tartare di scampi e pepe rosa; la Piemontese: filetto di Fassona impanato nei grissini, leggermente affumicata, maionese alla senape; dessert e piccola pasticceria. In abbinamento Metodo Classico Brut Beni di Batasiolo 2015; Langhe Chardonnay Lorens Azienda Agricola Lodali 2020; Barbaresco Lorens Azienda Agricola Lodali 2018; Champagne Maison Billecart Salmon Brut. Informazioni al 3428052544.

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Il Mondolè

Si conclude venerdì 11 febbraio, ancora alla Baita del Verde, con uno dei pochi bistellati del Piemonte. Protagonista Gian Piero Vivalda, chef del ristorante Antica Corona Reale di Cervere, con menu in via di definizione.

Prenotazioni su: bookingpratonevoso.com

Info: info@pratonevoso.com – www.pratonevoso.com

Fabrizio Bellone