
La famiglia Garesio aggiunge un altro gioiello alla sua collana di pietre preziose, un Wine Resort che affianca i vini e i progetti aziendali. Il racconto di un’esperienza di accoglienza e di degustazione.
Se avete in mente Serralunga d’Alba e le case del concentrico attorno al castello dimenticate tutto.
Il luogo e la storia che vi racconto sono nel comune di Serralunga, ma si svelano salendo dalla strada della Valle Talloria. Dalla provinciale che passando per Sinio si inerpica alla Pedaggera, già all’altezza di Tezzo si prende il viottolo che porta all’azienda condotta da Giovanna Garesio.
Giunti all’ingresso c’è un ampio parcheggio esterno ed un altro, più contenuto, all’interno della proprietà.
È uno dei pochi luoghi di quiete e di biodiversità rimasti nelle terre del Barolo. Un angolo ai margini orientali delle mappe, immerso tra le menzioni Cerretta e Teodoro, di fronte al Gianetto e al Geosito della Formazione di Lequio.

Qui la famiglia Garesio ha comprato terre, vigneti, capannone e cascina nel 2013, crescendo anno per anno negli investimenti e nelle idee come solo sa fare chi dimostra intelligenza e chiarezza di propositi.

Oggi quella cascina è stata completamente riqualificata nel pieno rispetto dell’ambiente circostante.
C’è la cantina nuova, con barricaia e zona stoccaggio bottiglie interrate.

Ci sono la sala degustazione e la cucina professionale annessa al salone per organizzare eventi.

Da inizio agosto è nato un Wine Resort, oasi di tranquillità e di benessere dove pernottare e godersi questo meraviglioso scorcio di Langa.

Lascio il vino per ultimo. Non perché sia meno importante, ma solo perché sarebbe banale partire parlando di vino da queste parti. La produzione complessiva è di 85-90 mila bottiglie annue su 25 ettari vitati, compresa la parte in arrivo dalle vigne astigiane di Castelnuovo Calcea.

Serralunga è a quattro chilometri di strada ripida e stretta, chiusa al traffico nel gelo dell’inverno. Chi non si sente di avventurarsi farà il giro lungo passando dal Gallo, oppure quello più suggestivo che da La Regale passa per la proprietà Seghesio, gira attorno a Rivetto e tocca Ornato, per arrivare in vista del castello da dietro.
LA STORIA DEI GARESIO

La storia del vino per i Garesio comincia nel 2010, con l’acquisto della loro prima vigna di Barbera. Un ettaro e mezzo nella zona di Incisa Scapaccino.
Un gioco, nato per pura passione. Papà Garesio si occupa di lavoro interinale, mamma di formazione e vivono a Torino. I loro genitori già facevano un po’ di vino ad uso famigliare, all’inizio non significava altro che proseguire una tradizione di famiglia.
Vinificano 6-7 mila bottiglie nella cantina di un amico, con Gianfranco Cordero come enologo.

Prenderci gusto è questione di un attimo e il nebbiolo è un’autentica tentazione. Così nel 2013 comprano qui, in tutto circa 3,5 ettari di Nebbiolo da Barolo tra Cerretta e Gianetto.

Ci sono un capannone che serve per vinificare e una vecchia cascina completamente da riqualificare. È un lavoro lungo, perché alcuni spazi vanno salvaguardati per vinificare mentre altri possono essere ristrutturati un po’ per volta.
QUATTRO CHIACCHIERE CON GIOVANNA GARESIO

Oggi è Giovanna Garesio a condurre l’azienda, nel solco tracciato dai genitori.
Giovanna è una giovane donna gentile ed energica al tempo stesso. È molto attiva nel gruppo delle Sbarbatelle (Zipnews ne ha scritto recentemente qui).
Arriva al mondo del vino con la gradualità che rende le persone più sicure di sé.
«Le vacanze con i miei genitori spesso portavano a visitare produttori di vino, era abbastanza una regola – racconta Giovanna Garesio -. Così mi hanno trasmesso la passione».
Quando hai capito che questo poteva diventare un lavoro?
«Ho studiato Economia e Marketing e lavoravo a Milano in una multinazionale. Nello stesso periodo avevo fatto il corso da sommelier con l’Ais. Nel 2017 sarebbe entrata in commercio la nostra prima annata di Barolo, da 8 mila bottiglie di Barbera saremmo passati a quantitativi da gestire professionalmente. È in quel momento che ho proposto ai miei di provare a lavorare qualche mese in cantina…ed eccomi qua».

Le prime impressioni?
«Mi ha cambiato la vita. Amicizie, abitudini, un salto nel vuoto del quale sono contentissima. Dal 2017, quando ho cominciato ad occuparmi dell’azienda, abbiamo comprato o piantato altri venti ettari di vigneto. E non è finita qui».
Com’è il rapporto con gli altri produttori?
«Mi sento molto fortunata, ho trovato tantissime persone disposte ad aiutarmi, a consigliare. Io ho provato ad entrare in questo mondo in punta di piedi, ma questo è comunque il mio stile, non mi è pesato».
Che cosa ti piace del confronto con i colleghi?
«Questo è un bel momento, ci sono molti giovani, c’è ricambio generazionale. Siamo anche tante donne, ad esempio il gruppo delle Sbarbatelle è di grande sostegno. Ho conosciuto molte giovani produttrici, anche della zona e ci appoggiamo provando a fare sistema. Tra nuove generazioni si tende ad aiutarsi di più, se facciamo bene tutti aiutiamo il territorio e cresciamo insieme. Questo i giovani lo stanno comprendendo, anche perché aumenta continuamente il numero di persone con una certa cultura, che hanno studiato e girato il mondo. Anche questo aiuta ad avere una mente un pochino più aperta rispetto a una volta».

C’è qualcosa che ti pesa?
«A volte mi sento un po’ sola, nel lavoro non ci sono colleghi con i quali spartire le scelte. Devi decidere tu, certo sentito il team, ma l’ultima parola è pur sempre la tua».
LA CANTINA

L’unica cantina aziendale è quella nel comune di Serralunga.
Tutto viene pigiato, vinificato e affinato qui, anche le uve in arrivo dall’astigiano.
A Castelnuovo Calcea Garesio ha una collina intera di quindici ettari a Barbera e uno a sauvignon, con ceppi di 40 anni. In cima alla collina c’è una cascina che andrebbe completamente riqualificata. Al momento non si prevede di costruire una cantina anche lì, perchè i costi di ristrutturazione, macchinari e manodopera non sarebbero sostenibili.
In cantina vedo quasi solo botti grandi, prevalentemente di rovere austriaco Stockinger.

«Sono botti che hanno una marcia in più – afferma Giovanna -. Sono delicatissime sul vino, la loro influenza è minima grazie ad un legno affinato almeno 7-8 anni all’aria aperta. Sono legni pregiatissimi e delicati. Sul Nebbiolo è importantissimo».
Le dimensioni dei recipienti variano tra i 25 e i 50 hl. Sopravvive una parte di rovere francese con alcune botti grandi di Gamba.

C’è qualche barrique e tonneaux da usare se avanzano piccole partite di vino.
Osservo le vasche di cemento rivestite in vetroresina per l’affinamento post-legno, pre-imbottigliamento.

Giovanna Garesio mi dice che «evitano lo shock termico del passaggio in acciaio con un affinamento graduale, delicato, bilanciato che mantiene intatti i profumi e lavora molto bene il tannino».
IL WINE RESORT

È una struttura moderna ed elegante, nuova di zecca, aperta dai primi di agosto di quest’anno. Avrebbe potuto essere realizzato prima, ma il covid ha bloccato i lavori per un anno e mezzo.
Sono otto suites e due camere perfettamente rifinite.

Legno a terra e sul soffitto, tonalità calde e rilassanti, pietra di Langa alle pareti, spazi ampi.
La mia suite ha una grande vasca idromassaggio all’interno della camera.

Il letto è king size, con un topper spesso, molto comodo.

La zona giorno è ben arredata e confortevole, con televisore interattivo di nuova generazione, caminetto e frigo bar ben rifornito.

Tutti gli ambienti sono luminosi e facilmente oscurabili per la notte. Un bel terrazzo butta l’occhio sulla vigna e verso la val Talloria.

Ci sono due bagni, uno per ogni ambiente principale.
La sala colazioni è spaziosa, con la possibilità di sostare all’aperto. I salumi sono di Luiset, ci sono Raschera d’alpeggio, Murazzano e nocciole di qualità tonda e gentile.

La piscina a sfioro è un gioiellino di tranquillità. Incastonata nella pietra, butta l’occhio da una parte sul bosco, dall’altra sul cru Cerretta.

La piccola spa dispone di vasca idromassaggio riscaldata, sauna, bagno turco, zona fitness, area relax e massaggi.

Si può nuotare controcorrente e fruire della doccia emozionale, in un tripudio di colori e getti diversi.

Tutto è immerso nella tranquillità della campagna, nel silenzio e nella biodiversità che ancora contraddistingue la zona.
I PROGETTI
Alta Langa DOCG

Attualmente Garesio produce Alta Langa DOCG interamente dal vigneto a pinot nero ai margini del bosco, di fronte a Resort e cantina. Esposizione a nord, tra i 280 e i 300 metri di altitudine.
Con il 2024 entra a regime la vigna di Perletto: 2,5 ettari a pinot nero e 0,5 a chardonnay tra i 430-450 metri slm.
Sono terreni geologicamente diversi e altitudini differenti, eppure quest’anno la maturazione delle uve è arrivata contemporaneamente. Le vendemmie sono state pressochè parallele: tra il 22-23 agosto a Perletto, da lunedì 26 agosto a Serralunga.
Le vinificazioni saranno separate, per capire se e come modificare la composizione del prossimo Alta Langa.
Nel caso lo chardonnay fosse sufficiente, in futuro si vorrebbe realizzare un blanc de blancs come seconda etichetta di bollicine.
Mus-e

Giovanna Garesio ha un’attenzione e una sensibilità particolare, che l’ha portata a progettare una serie di etichette d’autore con i disegni dei bambini.
Il progetto si chiama Mus-e ed è un percorso laboratoriale artistico di inclusione dei bambini, che li accompagna alla scoperta di sé e dell’altro attraverso diverse discipline artistiche.
Le etichette nascono da disegni svolti dai bambini durante le ore di laboratorio.
Per ogni bottiglia venduta, una parte del ricavato è devoluto al progetto.
Garesio Wine Prize

La prima edizione del premio, curato da Camera e sostenuto dall’azienda vitivinicola Garesio,ha visto vincere l’artista svizzeraOlga Cafiero.
Il premio si colloca nell’ambito di Exposed Foto Festival, rassegna internazionale di fotografia che si tiene a Torino.
Olga Cafiero sarà ospitata al Garesio Wine Resort per realizzare il suo lavoro fotografico in vista di Exposed 2025.
Difficile pensare che non sia catturata dai colori dell’uva e dalla perfezione dei filari.
La Sardegna

La prossima sfida sarà in Sardegna, dove Garesio ha piantato quattro ettari di vermentino in Gallura.
La prima vendemmia è in arrivo quest’anno, inizialmente con una vinificazione in conto terzi.
«Il progetto è quello di costruire una cantina là. Poi bisognerà scegliere dove vivere» dice Giovanna ridendo.

LA DEGUSTAZIONE
Alta Langa 2020

Un pas dosé con il carattere e la struttura del pinot nero. Il terreno calcareo spinge la mineralità e la sapidità; i 36 mesi di affinamento sui lieviti lo rendono pieno e persistente, con la giusta morbidezza.
Realizzato a partire dal mosto fiore, con rese molto basse. Sono attualmente ottomila bottiglie, in crescita con la futura aggiunta delle uve di Perletto.
Sboccato a fine novembre, riposa sempre almeno sei mesi prima di essere messo in commercio.
Si acquista da giugno a 26,50 € in vendita diretta.
Monferrato bianco Sauvignon Resilio 2020

Da un ettaro di vigna che guarda a nord nella zona di Castelnuovo Calcea, in un’esposizione poco adatta alla Barbera.
È paglierino con riflessi verdolini, per niente varietale. È delicato, fresco, sapido.
Ha la finezza e l’eleganza di un Sancerre più che di un sauvignon del nord Italia e riflette pienamente lo stile aziendale.
Ha ottimo equilibrio di beva.
Vinificazione in acciaio su fecce fini, poi almeno diciotto mesi di bottiglia. Il mio 2020 era in bottiglia da tre anni, chiuso con monopezzo di sughero naturale.

Dal 2021 fa un passaggio di 6-7 mesi in anfora per aggiungere morbidezza.
È pensato per durare qualche anno.
Sono quattromila bottiglie a 13 € in vendita diretta.
Nizza Gavelli 2019

Dal 2018 affina esclusivamente in botte grande, prima maturava in barrique. La scelta rispetta pienamente il vitigno.
La vendemmia è stata abbastanza anticipata, con uva ben matura.
Ha un bel rosso rubino luminoso, con riflessi scintillanti.
È fruttato di prugna e ciliegia, fragrante e fresco. Ha eleganza ed equilibrio, con struttura e grande bevibilità.
Un autentico fuoriclasse che costa una ventina di euro in vendita diretta.
Barolo del Comune di Serralunga 2018

È realizzato con un blend di uve in arrivo dalle parti centrali delle vigne Gianetto e Cerretta. Due menzioni molto diverse tra loro, a soli 300 metri di distanza, ma con suoli ed esposizioni differenti.
Il profilo olfattivo è ben aperto, molto fine nei piccoli frutti rossi e nel corredo speziato.
Al palato il tannino è ben presente, abbastanza morbido.
È diretto, immediato, dritto, verticale, asciutto.
Molto buono e piacevole, già pronto da bere.
Barolo Gianetto 2018

Vigneto esposto ad est, suolo caratterizzato dalle formazioni di Lequio, con calcare ricchissimo di carbonato di calcio.
Si sviluppa tra i 280 e i 360 metri slm, ma è solo la parte alta di Gianetto quella che entra a comporre questo Barolo dal colore granato vivo.
Il naso è profondo, complesso, dominato dai sentori di prugna e di eucalipto.
Ha ottima corrispondenza di bocca, grande struttura, tannino rotondo, balsamicità e mineralità.
Gli assaggi 2023 dalle botti

Non sono assaggi semplici da fare, devi proprio un po’ immaginarti che evoluzione avranno questi Barolo.
Il 2023 è in botte dall’autunno scorso e le differenze tra i cru iniziano appena a farsi sentire.
Il vigneto Cerretta è esposto a sud, qui le formazioni di Lequio si incontrano con le marne di Sant’Agata. Limo e argilla doneranno complessità ed eleganza.

Il Serralunga sta provando ad amalgamare le uve in arrivo dalle due mga di proprietà.

Il Gianetto ha un accenno pepato che, chissà, magari lo contraddistinguerà anche quando sarà pronto.

DOVE
Garesio Vini e Wine Resort
Località Sordo 1 – Serralunga d’Alba
tel. 0173613046
Fabrizio Bellone